Roma, 9 giu. (TMNews) – Ad appena due anni dalla nomina la “capa” di Amnesty Deutschland è stata fatta fuori: la 42enne Monika Lueke sarebbe stata mobbizzata in piena maternità. L’ong, che lotta per i diritti dei più deboli, nega ogni accusa, ma la notizia – scrive lo Spiegel online – rischia di danneggiare la sua immagine.
Ai vertici della sezione tedesca, che ha sede a Berlino, è scoppiata una discussione furibonda sulla decisione di “esentare dai suoi compiti” Lueke “con effetto immediato”, che probabilmente metterà fine anticipatamente a un contratto di cinque anni. La giurista, che ha ottenuto l’incarico di segretario generale nel 2009 e che ha lavorato in Kenya e in Cambogia, ha scritto mercoledì una email di fuoco ai membri di Amnesty International Deutschland (114mila persone), definendo ciò che le è accaduto come qualcosa di “intollerabile dal punto di vista legale”. L’accusa che le viene mossa è quella di avere ingaggiato una ditta di consulenza esterna non gradita e assunto una collaboratrice poco valida. Secondo lei, invece, il vero motivo del suo licenziamento è un altro e cioè la maternità e la nascita della figlia Mathilda: “Per me la maternità non è una malattia”, ha sottolineato la donna che ha preso il posto di Barbara Lochbilder, rimasta alla guida dell’ong 10 anni.
“Finora non c’è stato un licenziamento – ha spiegato il portavoce della presidenza di Amnesty Deutschland Stefan Kessler, ma solo un’esenzione”. Ora si cerca “di comune accordo” di sciogliere il contratto. Lueke non è stata esentata dal suo incarico perchè è diventata mamma, ha aggiunto Kessler, ma per “problemi che perduravano da tempo”. Di fatto però le hanno dato il benservito subito dopo che la figlia era nata: “Non potevamo dirglielo mentre era incinta”, ha candidamente replicato il portavoce. Brutta figura per Amnesty Deutschland.
Cuc
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