VARESE Sono salvi e integri i fondi di ristorno dei frontalieri, almeno per ora: la presidente della Confederazione, Micheline Calmy – Rey, ha riconosciuto che «i rapporti tra l’Italia e la Svizzera non sono dei migliori. Ma un blocco dei ristorni dei frontalieri creerebbe ulteriori attriti» ed ha invitato il Canton Ticino a procedere al pagamento dei 45,7 milioni di euro, relativi al 2010. Proprio oggi, 25 giugno, è il termine fissato per il bonifico a Roma e se fossero distribuiti al cambio record di ieri, 1,18 euro contro franco, sarebbero una manna doppia per i Comuni che li aspettano con ansia. Sono risorse fondamentali: un terzo è destinato alla spesa corrente, due terzi per gli investimenti e coprono i buchi provocati dal taglio dei trasferimenti statali. Per ogni frontaliere, il Comune riceve 840 euro, contro i 145 medi di addizionale Irpef su ogni contribuente.Ma i sindaci hanno passato mesi di ansia: il Canton Ticino, Parlamento e Governo, aveva chiesto a Berna di bloccare i fondi di ristorno, pari al 38,8% del gettito derivante dall’applicazione delle imposte sui lavoratori frontalieri, finchè l’Italia non avesse tolto la Svizzera dalla black list, la lista nera dei paradisi fiscali, non avesse rivisto la
doppia imposizione e non avesse applicato i principii di reciprocità. La mozione approvata all’unanimità dai nostri parlamentari quindici giorni fa sollecitava il Governo a trattare con la Svizzera: è una presa di posizione che ha ammorbidito la rigidità del Vicino Cantone, il quale aveva posto una condizione: fondi di ristorno vincolati su un apposito conto fino ad un nuovo accordo, soddisfacente per tutte le parti. Si profilavano tempi lunghi, invece è schiarita, la scadenza dovrebbe essere rispettata, il Ticino paga la quota dovuta.Nel frattempo, il Cantone insiste sulla revisione della percentuale: è troppo alta, afferma, i tempi sono cambiati, è cambiato lo Statuto del frontaliero che non deve più tornare a casa tutte le sere e per due giorni, mercoledì e giovedì, una commissione del parlamento di Berna ha raccolto le istanze e i pareri del governo di Bellinzona. Il tema non cambia: i rapporti con l’Italia e con le zone di confine e in questo ambito, i fondi di ristorno vanno rinegoziati. «Il blocco dei fondi di ristorno: non è questa la via da seguire», è la dichiarazione del presidente della Confederazione, mentre Dick Marty, presidente della commissione parlamentare, ritiene che il negoziato con l’Italia non sia più rinviabile.Maria Castelli
s.bartolini
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