BUSTO ARSIZIO Consiglio comunale al via: solo un pizzico di suspense per l’elezione di Diego Cornacchia presidente, che avviene al secondo turno, e tanta emozione per l’intenso ricordo di Angioletto Castiglioni, il “custode” delle istituzioni, al quale è stata dedicata la sala esagonale. «E’ sempre stata considerata il luogo sacro della democrazia – le parole di un commosso Gigi Farioli che ha letto il “testamento” di Angioletto agli amministratori – sarà in eterno la sala Angelo Castiglioni. Sono profondamente emozionato». E’ la consigliere più giovane, Isabella Tovaglieri, a scoprire la targa con una lunga standing ovation dell’aula, anche se il comitato antifascista contesta la presenza in consiglio di Checco Lattuada. «Indegna presenza – gridano Elis Ferracini & C. – noi ce ne andiamo, i fascisti rimangono dentro». Ma il sindaco ribatte: «Non abbiamo saputo essere all’altezza di Angioletto che è sempre stato seduto in aula senza mai parole d’odio. Speriamo in futuro di essere all’altezza dei suoi insegnamenti». Aula gremita, compresi i posti in piedi: circa 200 persone per la “prima” del nuovo consiglio comunale. Fiori e il foulard partigiano sulla sedia da sempre occupata da Angioletto Castiglioni. Confermati i capigruppo Franco Castiglioni (PdL), Francesco Enrico Speroni (Lega Nord, ieri assente in quanto impegnato a Bruxelles) e Carlo Stelluti (Pd), oltre ai consiglieri “monogruppo”, l’applauditissimo Sablich, Gianpiero Rossi (Indipendenti di Centro) e Marta Tosi (Manifattura Cittadina, che dice di essere «all’ultimo mandato, perché sono per il ricambio»). Alle 9 in punto la nuova consigliatura prende il via. Presiede Paolo Genoni, consigliere anziano. Walter Picco Bellazzi (Pd) rompe il ghiaccio lanciando la candidatura di Gianpiero Rossi alla presidenza del consiglio, con un caloroso «bentornato»
al maestro: «Da 18 anni la città lo aspetta». Castiglioni indica «a nome della maggioranza» Diego Cornacchia, ma al primo giro di votazioni i quattro padani (assente anche Livio Pinciroli) disertano per “testare” la tenuta del candidato PdL, che incassa tutti e 10 i voti dei suoi, contro 8 di Rossi. Il secondo turno è quello buono, votano anche i leghisti, tra gli applausi dei militanti: con 13 preferenze (una della maggioranza va a Paolo Genoni), Cornacchia può insediarsi sullo scranno a fianco del sindaco. «Che fatica – l’esordio – emozionato ma preoccupato. Non sono un soggetto particolarmente amato dai partiti, come spirito libero, la mia nomina nasce da un libero confronto tra le forze politiche». Vicepresidenti Adriano Unfer (Lega Nord) e Valerio Mariani (Pd): anche qui dispetti in maggioranza, dato che 2 voti a ciascuno vanno a Rossi e Pinciroli. Per il Carroccio Marco Albertini ringrazia Speroni «per il lavoro svolto come presidente. E’ un onore averlo come capogruppo». Poi il giuramento di Farioli: «Coerenza, lealtà e fedeltà ai principi e ai valori di Busto e della Costituzione. Vi chiedo di vegliare perché questo avvenga sempre». Oggi infornata di nomine Agesp, con qualche polemica in vista, dato che il PdL si opporrebbe ad assegnazione alla minoranza un posto nel CdA di Agesp Servizi. Buone notizie per le quote rosa: dopo il ritorno di una donna in Giunta (Laura Mira Bonomi) si profila un CdA tutto in “rosa” per Agesp Energia, con Giusi Basalari presidente affiancata da Gisella Cerelli e Laura Alba. Ma c’è aria di bufrea: la componente Dialogando minaccia di non accettare alcuna nomina se non verrà riaperto il tavolo politico.Andrea Aliverti
s.bartolini
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