VARESE Ciclismo di gala giovedì sera a Villa Recalcati, casa dell’ente provincia, con sguardo ai Mondiali di Copenaghen mentre sui Pirenei impazza il confronto al Tour de France. Al centro della festa il vernissage della 91ª Tre Valli Varesine, in strada da Besozzo a Campione d’Italia martedì 16 agosto: sono 195 i chilometri totali, al 124esimo un significativo traguardo volante alla memoria di Aldo Sassi. La corsa organizzata dalla Società Ciclistica Alfredo Binda è la prima tappa del Trittico Lombardo, nei giorni successivi continuano e chiudono Coppa Agostoni e Coppa Bernocchi.Sul tappeto rosso Paolo Bettini, ct azzurro e stella da due Mondiali e un’Olimpiade vinta, più un argento iridato: il popolare Grillo è stato onorato con l’8ª edizione del Premio Alfredo Binda – Provincia di Varese; dalle sue mani un altro trofeo targato speranza per Davide Debenedetti dell’Orinese, uno dei virgulti più promettenti del nostro territorio. Tutto bene e tutto bello, se non proprio elegante e raffinato, dalla cena buffet nel nobile parco interno, alla platea allestita sotto al palco del cortile esterno. Padrone di casa, non s’offendano gli uomini della provincia, va eletto il presidente della Binda Renzo Oldani.La stella nei pensieri generali è Ivan Basso, in grande spolvero sui Pirenei; la stella delle foto e strette di mano è, come detto, Bettini, al centro dell’attenzione dal suo
arrivo verso le 20.30 sino a quando, parecchie ore dopo, s’è spenta l’ultima luce. Voce al toscano de La California, contrada di Cecina, che in maglia iridata a Varese 2008 chiuse una carriera spaziale. Si parte dall’attualità stretta: «Stiamo brillando nei grandi giri e non nelle classiche, ma il ciclismo è ruote, è il mondo che gira e va accettato senza lamentarsi come capita di sentire. Quando c’ero io, per esempio, accadeva il contrario».In volata sul Tour: «Chi finirà bene i Pirenei potrà guardarsi allo specchio e sorridere, perché ci sarà sino alla fine. Basso lo vedo attivo e fiducioso, con lo sguardo e la concentrazione giusti, e sono ovviamente contento anche per Cunego». Profetico, una sera prima l’intrigante tappa di ieri. In chiave Mondiale, da sempre, il Trittico Lombardo e la Tre Valli che lo apre forniscono al ct messaggi importanti, scherza Bettini: «Giuro che non c’è il mio zampino sul tracciato della prossima Tre Valli ispirato a Copenaghen, senza grosse altimetrie e un solo strappo finale». Non centra nulla, «ma sono contento della sensibilità mostrata dagli organizzatori». Chiosa: «Il ciclismo non è calcio, basket e pallavolo, dove il campo è quello, in bici si corre contro gli avversari e la strada mai uguale. Il nome, e parlando da ct la convocazione, cambia anche a seconda di questo».Samuele Giardina
f.artina
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