VARESE Risse, intemperanze, scazzottate tra giovani e interventi delle forze dell’ordine appena fuori dai locali della movida varesina. Due recenti episodi avvenuti a poca distanza l’uno dall’altra mettono in luce il problema degli “animi bollenti” nel weekend del centro città. Un problema reale, come denunciano gli stessi gestori dei locali, che pur notando maggior vigilanza delle forze dell’ordine chiedono una presenza costante di agenti a piedi tra bar e tavolini come deterrente alla violenza del weekend. Ma la Fipe si spinge addirittura a proporre un’ordinanza per vietare il consumo dell’alcol in strada.
Appena pochi giorni dopo la rapina con pestaggio, sabato notte, tra piazza Ragazzi del ’99 e via Carrobbio, è avvenuta una rissa accesa che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, proprio in uno dei luoghi di ritrovo più gettonati dai giovani. Due espisodi in pochi giorni: forse sono solo coincidenze, forse un segnale di un fenomeno crescente. Che i gestori dei locali riconoscono con chiarezza: «Il problema è reale» dice Stefano Colombo, titolare de Il “Melograno”, per tutti il “Tenente” di piazza Monte Grappa «ormai bastano pochi elementi facinorosi tra migliaia di persone tranquille e si guasta la serata. Spesso si tratta di stranieri, che non vogliono pagare il conto o che attacchino briga con qualcuno». E scatta la rissa, bisogna chiamare le forze dell’ordine: «Rispetto a qualche tempo fa vediamo molti agenti in più in strada – osserva – ma, servirebbe una presenza ancora maggiore, soprattutto di agenti a piedi tra la gente». «Servirebbe una camionetta in ogni punto caldo del centro – dice Gabriele Selva, del Caffè Bosisio, che lo scorso ottobre ha subito una rapina – la presenza fisica ormai è un deterrente necessario, perché il centro sta diventando sempre più pericoloso, tra ragazzi sbandati e compagnie “difficili” da gestire. Con rischi concreti anche per noi gestori: se si arriva a dover ricorrere al buttafuori in un bar, c’è qualcosa che non va».
<+G_TITOLINI>Agenti anti-rissa<+G_TONDO>Un servizio di vigilanza privato, però, non può essere la soluzione,. Lo spiega Antonella Zambelli, fiduciario provinciale della Federazione Pubblici esercizi: «Può funzionare da deterrente all’interno dell’attività, ma se una rissa avviene in piazza il buttafuori non può intervenire, perchè bisogna chiamare le forze dell’ordine. Il problema delle risse esiste ed è di difficile soluzione. Non si può dire
che la vigilanza delle pattuglie non ci sia, ma i tempi di intervento dalla chiamata all’arrivo fanno sì che comunque l’azione violenta accada». Per questo Zambelli chiede «più poliziotti e carabinieri “di quartiere” in giro alla sera, a scopo preventivo. Perché anche se la Volante gira, ma è difficile vedere quello che succede dentro i tunnel, o dietro i colonnati».
La fiduciaria Fipe lancia anche un’altra proposta, che non mancherà di far discutere: «Certi episodi sono anche colpa dello stato di alterazione dei protagonisti – dice Zambelli – per intervenire si potrebbe vietare con un’ordinanza il consumo di bevande alcoliche fuori dagli esercizi commerciali. Servirebbe a disincentivare un fenomeno ormai accertato: il consumo in piazza di birra, vino e superalcolici portati da casa o acquistati al supermercato vicino. E non da un pubblico esercente, che invece in presenza di un cliente ubriaco può astenersi dal servire la consumazione». Un provvedimento che secondo Zambelli non penalizzerebbe i bar del centro: «Ovviamente il consumo di alcolici ai tavolini dovrebbe comunque essere concesso, ma si impedirebbe così “fai da te”, che supera tutti i divieti sull’uso vetro o sui limiti all’orario di vendita».
Piero Orlando
s.bartolini
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