Per i “furbetti del pieno” sono in arrivo i salassi

Per i “furbetti del pieno” sono in arrivo i salassi

VARESE È proprio finita la pacchia per i furbetti della benzina. Il comune di Varese ha in mano un centinaio di nominativi di automobilisti che potrebbero presto ricevere una sanzione che, nella peggiore delle ipotesi, ammonta a 800 euro (il minimo è 500 euro). La multa potrebbe arrivare a chi ha fatto il pieno per anni sfruttando la tessera sconto mentre in realtà non ne aveva più il diritto. Il caso tipico è quello di una persona che risiedeva nel comune di Varese e che, dopo essersi trasferita fuori dalla fascia agevolata “a”, ha continuato a usufruire comunque dello sconto. Il Comune, al momento, possiede un faldone con i nominativi dei furbetti ma, per decidere come procedere, deve interfacciarsi con la Regione. Esiste però una legge regionale, la 28 del ‘99, che dà ai Comuni la competenza di ispezionare e sanzionare. Quindi tutto lascia pensare che da Palazzo Estense presto partiranno le sanzioni. Un brutto colpo per chi, magari ignorando di commettere un illecito, ha continuato a usufruire dello sconto. Per queste persone, all’amara scoperta di non aver più diritto al pieno agevolato, si

sommerà anche una bella “strizzata” di portafoglio. Una cosa è certa: sembrava una cosa da poco aver sostituito la Carta sconto benzina con la Crs e invece il cambiamento appare sempre di più come una rivoluzione dagli effetti tutt’altro che indolori. Intanto, da lunedì scorso, ha ripreso ad essere importante il flusso di persone che si rivolge agli sportelli dedicati per l’estensione dell’agevolazione dello sconto ai familiari o per chiedere informazioni. Un esempio è lo sportello del comune di Varese dove la scorsa settimana si cominciava a tirare il fiato dopo mesi in cui l’affluenza media era stata di 400 persone al giorno. «Su circa 150 persone, 10 hanno problemi con la Crs. Il resto è qui per l’estensione dell’agevolazione agli altri membri del nucleo familiare e per ricevere il pin – conferma Nicoletta Zucchi, la responsabile dei servizi demografici del comune di Varese – Ci sono anche problemi difficili da risolvere, per esempio alcuni codici fiscali non risultano perché, nel coso degli anni, sono cambiati i nomi dei comuni. Per i casi più difficili da risolvere abbiamo contattato la Regione». Adriana Morlacchi

s.bartolini

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