VARESE Di comunicazioni ufficiali non ne sono ancora arrivate, ma tutto fa pensare che questi siano gli ultimi giorni di vita della scuola De Amicis di Valle Olona. Più di un sospetto, si tratta di una «certezza matematica» perché il prossimo anno scolastico non ci dovrebbero essere iscritti, né in prima né nelle altre sezioni.Per i genitori la chiusura è già una realtà. «La scuola non riaprirà di sicuro, anche se non ci è mai stato detto a chiare lettere» afferma Luisa Raia, che ha già trasferito la figlia a Induno Olona. «L’anno prossimo la classe prima non ci sarà. Alla seconda, che comprende 13 bimbi, il provveditorato non ha assegnato le maestre. La terza non ci sarà perché due anni fa non si era formata la prima. La quarta e la quinta, che contano rispettivamente 13 e 14 alunni, avrebbero potuto continuare alla De Amicis, ma a patto che non diminuissero ulteriormente di numero – spiega Simona Galli, un’altra mamma – Una bambina di terza, però, aveva già intenzione di trasferirsi. Ai genitori è stato quindi detto di mandare i bambini in altre scuole. Siamo già andati ad informarci alla scuola di Induno Olona e lì c’è posto solo per 10 studenti in 4 sezioni, cosa che significherà smembrare la classe. La quarta di quest’anno, invece, andrà in blocco alla scuola Sacco». «Vedendo che la scuola era destinata a chiudere, abbiamo deciso di mandare i nostri figli in una scuola più grande, che può offrire
più servizi – raccontano Silvana Marsegaglia e Barbara Otranto – Non abbiamo più il doposcuola: questo viene attivato se ci sono 30 bambini. In totale, noi siamo 37». «E’ un peccato, la scuola era un presidio in Valle Olona» aggiunge Andrea Provenzi. «Per i bambini è una situazione molto stressante» continua Stefano Broggini. Talmente tanto stressante che alcuni genitori hanno preferito dire il meno possibile ai figli. «Per chi ha frequentato a sua volta le elementari qui, è come se portassero via un pezzo di casa – dice Claudio Franchi – Penso che i bambini non se ne siano resi ancora conto, ma un domani capiranno il danno». C’è anche chi denuncia i problemi pratici, come Tiziana Roncato e Silvana Guillari: «Questa decisione si tradurrà in levatacce all’alba per prendere i mezzi pubblici. Sentiamo il nostro rione dimenticato».E pensare che due anni fa, quando la De Amicis figurava nel piano di razionalizzazione delle scuole, tutti i genitori si erano mobilitati per la sua sopravvivenza. «Eravamo andati in provveditorato e ci eravamo fatti ricevere – continua Galli – Ripensandoci, forse era meglio trasferirci subito un’altra scuola e abituarci lì, invece che lottare per mantenere in vita una scuola piena di incertezze. E’ caduto anche il soffitto l’estate scorsa: è stato messo a posto ma ci avevano detto che non ci sarebbero stati soldi per altre opere di manutenzione». «E’ ovvio che avremmo preferito rimanere qui, ma ormai non abbiamo più fiducia in questa scuola» conclude Antonella D’Alessandro.Adriana Morlacchi
s.bartolini
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