Entra in ospedale per la tosse Muore dopo 21 giorni di ricovero

Entra in ospedale per la tosse Muore dopo 21 giorni di ricovero

VARESE Si chiamava Carla Tattoli, aveva appena cinquant’anni, e abitava a Malnate. E’ spirata nell’ospedale di circolo lo scorso 29 marzo dopo 21 giorni di ricovero. E nessuno, a cominciare dai familiari, sa perché sia morta.

Sconvolti, il marito e i tre figli si sono rivolti all’avvocato Vittorio Crosta perché depositasse un esposto in procura. Vogliono sapere la verità. Una verità che, sostengono, finora è stata accuratamente nascosta dai medici.

Originaria di Molfetta (in provincia di Bari), la signora da gennaio era afflitta da una tosse insistente e fastidiosa. Nulla di preoccupante, all’apparenza, tant’è vero che il medico generico le aveva prescritto dei farmaci contro i mali di stagione. Ma quella tosse non ne voleva sapere di andarsene. Così il medico aveva prescritto antibiotici e cortisonici. Nessun miglioramento.

La signora aveva così deciso di farsi visitare da uno specialista. Lo scorso 8 marzo lo pneumologo che verificò le sue condizioni consigliò il ricovero in ospedale per potersi sottoporre alla somministrazione di ossigeno. Entrò al Circolo poche ore dopo. In mancanza di posti liberi in pneumologia, rimase 48 ore al pronto soccorso. Poi il 10 marzo venne finalmente trasferita in reparto.

«A parte la tosse, la signora stava bene – racconta Crosta – camminava, parlava con gli altri degenti, con i familiari che l’andavano a trovare. Ma i medici non hanno mai detto né a lei, né ai familiari le cause di quel fastidio».

La situazione di sostanziale stallo è precipitata il 29 marzo. Spiega l’avvocato: «La signora, che apparentemente stava ancora bene, alle 15 è stata trasferita nell’unità coronarica. Ci è andata sulle sue gambe. Ma quattro ore e mezzo dopo il suo cuore ha ceduto ed è spirata». In apparenza, non c’erano state avvisaglie di un problema cardiaco. «Non era stata trasferita d’urgenza – tiene a specificare l’avvocato – tant’è vero che già il giorno prima era stata avvertita che sarebbe stata portata nell’unità coronarica».

Dopo la morte, la signora venne sottoposta ad autopsia. Ma i familiari, dopo aver visto il corpo prima della sepoltura, hanno forti dubbi che l’esame sia stato effettuato in maniera approfondita «Ancora oggi, dopo 21 giorni di ricovero e dopo quasi dieci giorni dal decesso, nessun medico è stato in grado di dire le cause della morte della signora – accusa Crosta – e nemmeno è stato detto perché è stata trasferita nell’unità coronarica».

Nell’esposto in procura, l’avvocato varesino (che è affiancato da Mario Malcangi, un collega di Trani) ha chiesto il sequestro delle cartelle cliniche e di tutta la documentazione medica. Inoltre, ha domandato la riesumazione del cadavere (che è sepolto a Molfetta) per procedere a una nuova autopsia.

Enrico Romanò

f.tonghini

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