BUSTO ARSIZIO Picchiò suo padre, anche se voleva ucciderlo. Possibile movente il denaro. Sono state rese note le motivazioni della condanna di Stefano Castiglioni (10 anni e 6 mesi), accusato di aver ucciso il padre Paolo. L’accusa di omicidio volontario “viene a cadere”, e la condanna inflitta dalla corte d’assise di Busto Arsizio a Stefano Castiglioni è da ricondurre a un omicidio preterintenzionale: «Quando dall’azione o omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dal soggetto – scrive Adet Toni Novik, presidente della corte d’assise ed estensore della sentenza nelle 56 pagine motivazionali della condanna – Le conseguenze del gesto, benché non perseguite dal
soggetto, sono comunque conseguenza della sua azione». Il giudice, nel motivare la condanna del quarantenne arrestato nel maggio 2009 dopo il ritrovamento del cadavere del padre nella sua abitazione di via Monte Grappa, sottolinea anche il rilievo delle “assenze” che non hanno minor peso delle presenze. Come quella di segni di scasso o colluttazione. Sul motivo che fece scattare la lite solo ipotesi: davvero la rabbia di Stefano potrebbe essere scaturita dalla paura di vedersi portare via ciò che sarebbe spettato dalla relazione tra il padre anziano e la giovane amica ivoriana.Castiglioni si proclama innocente e ora ci sarà il processo di appello.oggi l’articolo sulla Provincia di Varese
m.lualdi
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