Da Varese sino in Spagna per diventare avvocati

Da Varese sino in Spagna per diventare avvocati

VARESE Aspiranti avvocati in fuga verso la Spagna. Ottenere il titolo è facile come sposarsi a Las Vegas e i neo laureati varesini adottano l’escamotage. Una pratica che l’ordine varesino disconosce, perché la legislatura in materia è controversa, ma che invece molti ragazzi hanno adottato per aggirare lo scoglio dell’esame di stato. Un fenomeno che per quanto riguarda la nostra città è ancora sotto controllo, ma in forte ascesa. Tutti in fuga verso la Spagna finché sono in tempo:

entro la fine dell’anno sarà dato uno stretto giro di vite anche nella penisola iberica. La procedura per diventare avvocato è semplice. Il processo di omologazione del titolo permette di rendere il titolo di laurea Italiano valido e spendibile all’estero. Una volta che il titolo di laurea sarà stato omologato in Spagna si può decidere di spenderlo in molteplici modi: è possibile iscriversi all’Ordine degli Avvocati spagnoli senza dover sostenere nessun praticantato o esame, e quindi esercitare anche in Italia.

«E’ un modo per aggirare le norme del nostro paese -, spiega il presidente dell’ordine degli avvocati, Sergio Martelli -. Una pratica che non condividiamo perché non garantisce la qualità del servizio ai cittadini. In Italia bisogna compiere una serie di step dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza, che servono per compiere un’accurata selezione e assicurare una preparazione piena dell’avvocato che andrà a esercitare». Un percorso troppo lungo (due anni di praticantato forense, una prova scritta e sei mesi dopo le indicazioni sulla prova orale, che può avvenire anche a distanza di un anno dalla prima) e che non garantisce l’iscrizione all’albo. «La bocciatura agli esami di stato è frequente – spiega Maria Paola Viviani Schlein, preside della facoltà di Giurisprudenza all’Università dell’Insubria -. E’ una prova difficile e del tutto casuale: tutto dipende dalla severità della commissione. Il numero di pratiche poi è molto elevato e si tende a fare una grossa selezione che prima avveniva già nella prova scritta, adesso più nell’orale. Le prove sono corrette in una sede diversa da quella in cui si fanno, quest’anno per esempio la commissione di Bari ha corretto gli scritti milanesi. Quindi c’è la convinzione che le altre commissioni siano meno severe e si alza la percentuale di bocciati all’orale».

Tutti disincentivi che hanno spinto i neo laureati a cercare escamotage per iscriversi all’albo, senza dover aspettare tanto tempo e fare troppa fatica. Con un investimento di poche migliaia di euro si può diventare avvocato in Spagna, iscriversi all’albo italiano che raccoglie di avvocati stranieri e si può tranquillamente cominciare a praticare. «Non sarà

più così semplice – aggiunge Martelli -. Tra poco anche la Spagna adotterà gli esami di stato per l’iscrizione all’albo e comunque gli avvocati stranieri dovranno dimostrare di aver praticato la professione all’estero per un certo periodo di tempo. Se a Varese dovessero arrivare molte richieste di questo tipo, chiederemo un parere a livello nazionale».

Valentina Fumagalli

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google