Roma, 12 gen. (TMNews) – Dopo la decisione della Corte costituzionale che ha oggi dichiarato inammissibili due dei sei quesiti referendari sottoposti al suo esame, i cittadini italiani saranno chiamati a votare per quattro referendum tra il 15 aprile e il 15 giugno: due per bloccare la privatizzazione dei servizi idrici, uno per impedire il ritorno dell’energia nucleare in Italia, uno per abrogare la legge sul legittimo impedimento. Il destino di quest’ultimo, però, è legato alla pronuncia di domani della stessa Consulta sullo ‘scudo’ processuale per premier e ministri: se i giudici giudicheranno la legge incostituzionale e la bocceranno, non ci sarà alcun referendum.
I due quesiti sui servizi idrici accolti sono promossi dal comitato ‘L’acqua non si vende’ e arrivano alle urne sull’onda della campagna di maggior successo nella storia dei referendum abrogativi: i promotori hanno consegnato in Cassazione oltre un milione e 400mila firme. I referendum sul nucleare e sul legittimo impedimento, invece, sono stati promossi da Italia dei Valori.
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