VARESE I genitori denunciano una vera e propria «carenza di cibo». Nonché il fatto che i bambini, «non nutrendosi a sufficienza devono placare il loro appetito mangiando pane». I più piccoli, inoltre, non essendo capaci di utilizzare bene le posate, «rischiano di far cadere a terra il cibo e di rimanere così a digiuno in quanto non è previsto un “bis”».
Il comune e Vivenda, però, confermano che il cibo che viene dato ai bimbi è perfettamente in linea con la quantità prevista dalle tabelle dietetiche dell’Asl. Di conseguenza, per capire come mai i bambini non si sfamino, dalla prossima settimana, all’asilo Scarabocchio incomincerà un monitoraggio che prevede la presenza al momento del pasto di un medico dell’Asl e di tecnologi alimentari, nonché di alcuni genitori. Attraverso questa prova sul campo si vedrà quanto cibo, effettivamente, i bambini mettono in pancia. «Formalmente la quantità di cibo che viene distribuita è corretta, ma nella sostanza il bambino ha fame dopo pranzo– conferma Barbara Cirivello, rappresentate dei genitori all’asilo Scarabocchio – Sappiamo che la quantità di cibo è in sintonia con le tabelle che rispecchiano le direttive nazionali per la prevenzione all’obesità. Ma quello che noi genitori sosteniamo è che l’obesità si combatte con cibo di qualità servito a tavola. Più che diminuire il cibo nel piatto, quindi, servirebbe una campagna di educazione diretta alle famiglie».
«Sono pervenute delle voci analoghe dai nidi di Giubiano e Bizzozero. Ma, su tutta la città, solo lo Scarabocchio ha segnalato costantemente il problema – afferma Giuseppe D’Amanzio, dirigente del settore politiche educative del comune – Può trattarsi quindi di un disservizio legato ad un errore di conteggio. Andrebbe anche ricordato che le porzioni del pranzo sono studiate per bambini che assumono regolarmente la colazione. Sicuramente è nostra volontà è risolvere
questo problema. Comunque, da settembre, verrà introdotta una procedura informatica che faciliterà la comunicazione degli ordini». «Se mai esiste il problema opposto: quello degli avanzi – aggiunge Franco Dossena, direttore commerciale di Vivenda area nord Italia – Distribuiamo il 10-15% di cibo in più rispetto alla quantità richiesta. Per non sprecarlo interviene Siticibo che lo distribuisce ai bisognosi. La quantità di frutta recuperata a fine marzo ammontava a ben 80 chili».
Adriana Morlacchi
e.marletta
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