Roma, 13 gen. (TMNews) – Da un lato la Corte di Cassazione dovrà adattare il quesito referendario per l’abrogazione tout court della legge sul legittimo impedimento ammesso ieri alla nuova formulazione uscita dalla sentenza Consulta, dall’latro la Corte Costituzionale diventerà con molta probabilità arbitro di frequente interpellato dal Governo per conflitto di attribuzioni ogni qual volta il Magistrato ordinario non riconoscerà in un processo sussistere i presupposti per il legittimo impedimento sollevato da un membro dell’esecutivo. Sono due effetti, tutt’altro che secondari, della decisione sulla costituzionalità della legge sul legittimo impedimento evidenziati dal costituzionalista Stefano Ceccanti.
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“Le conseguenze più importanti della sentenza – spiega il giurista, oggi senatore Pd- sono due. La prima è che la Corte di Cassazione è ora chiamata ad aggiornare il quesito sul testo della legge come modificato dall’intervento della Corte. L’operazione è semplice perché si tratta di un quesito di abrogazione totale”. Mentre “la seconda è che se il giudice decide volta per volta se riconoscere o meno il legittimo impedimento, ogni volta che si vedrà negato tale riconoscimento il governo potrà ricorrere alla Corte Costituzionale con un conflitto di attribuzione”.
“Si apre quindi la strada – avverte il costituzionalista- di vari conflitti, processo per processo, su cui la Corte sarà chiamata di nuovo a decidere. Con la decisione di oggi praticamente la Corte Costituzionale riserva a se stessa di valutare in ultima analisi i conflitti sul legittimo impedimento tra Governo e giudici”.
Tor
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