Roma, 9 feb. (TMNews) – Pronto soccorso italiani ingolfati a causa dell’introduzione dell’obbligo di inviare online all’Inps i certificati di malattia dei lavoratori dipendenti pubblici e privati. A lanciare l’allarme, in attesa dell’incontro con il ministro Brunetta in programma venerdì 11 febbraio, è il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise. Il sindacato della dirigenza medica continua a registrare “la protesta e lo sconcerto dei medici di Pronto Soccorso su quello che viene previsto come un onere aggiuntivo al loro già pesante carico di lavoro capace di fare traboccare un vaso già colmo di criticità”.
Anche in condizioni tecniche ottimali, infatti, la procedura richiede 5-10 minuti a certificato, tempo che, moltiplicato per il numero di pazienti in età lavorativa che accedono nelle 24 ore, “ricadrebbe tutto sui tempi d’attesa per la visita medica, già fonte di conflitto quotidiano e di aumento del rischio clinico per cittadini ed operatori”.
“La situazione – aggiunge Troisi – può essere definita esplosiva: al sovraffollamento, al taglio di posti letto, alle carenze di personale che costringono a turni ripetuti e prolungati, alle cattive condizioni logistiche in cui si è costretti ad operare, si va aggiungendo l’indifferenza delle istituzioni su quanto un provvedimento come questo, possa incidere sulla funzionalità di un servizio
essenziale come quello dell’emergenza”. La certificazione di malattia nel Pronto Soccorso, in assenza di limitazioni, “favorisce un uso opportunistico della struttura alimentando in maniera inappropriata, di una quota non inferiore al 20%, il numero di accessi”, già oggi pari a 40 milioni all’anno, e “determinando un ulteriore peggioramento di una situazione già al limite della sostenibilità”, conclude l’Anaao.
Red/Apa
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