Roma, 9 feb. (TMNews) – Quella dei campi nomadi presenti in molte città italiane è “una realtà che, con pochissime eccezioni, non esiste in altri paesi europei” e che è “caratterizzata, per usare il linguaggio delle convenzioni internazionali, da condizioni inumane e degradanti”. Per questo “è necessario un programma graduale di chiusura dei campi, a partire da quelli più degradati, e di offerta di soluzioni abitative diverse, accettabili e accettate, cioè discusse e confrontate”. Sono le conclusioni cui è arrivata la Commissione straordinaria del Senato per la tutela e la promozione dei diritti umani, nella sua Indagine sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia, presentata oggi a Roma.
Per la Commissione i campi nomadi sono “realtà incompatibili con qualsiasi progetto di inclusione e integrazione dove si riproducono quelle condizioni di crudele emarginazione i cui effetti si riversano poi nella vita delle città. È lì che generazione dopo generazione si perde il popolo delle discariche, un popolo fatto per più del 40% da bambini fino ai 14 anni”.
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