Pakistan; Talebani avanzano, Usa temono Paese in disfacimento

Pakistan; Talebani avanzano, Usa temono Paese in disfacimento


Roma, 24 apr. (Apcom)
– Non ci è riuscito il regime militare di
Pervez Musharraf, non va meglio al governo civile di Ali Asif
Zardari: l’estremismo islamico pachistano prende sempre più piede
e oltre a controllare di fatto la maggior parte delle zone di
confine con l’Afghanistan (pur sotto l’autorità dei clan tribali)
e aver ottenuto l’applicazione della Sharia nella valle di Swat
avanza ora verso Islamabad.

Milizie talebane hanno infatti preso il controllo del distretto
di Buner, a un centinaio di chilometri dalla capitale Islamabad:
il governo ha deciso di inviare un distaccamento per rioccupare
la zona, dove sarebbero già in corso i primi combattimenti con le
milizie.

Segni di un progressivo indebolimento dell’autorità delle
istituzioni civili nel Paese, d’altronde già screditate dalle
accuse di corruzione che avevano facilitato il golpe – incruento
– di Musharraf: il quale però era riuscito a far passare il
principio della responsabilità collettiva dei clan ma non a
imporre direttamente il controllo di Islamabad sulla Northwestern
Frontier.

Zardari ha così ereditato la situazione di instabilità che aveva
portato al pensionamento di Musharraf senza peraltro avere
l’appoggio senza condizioni dell’esercito: ma anche le forze
armate hanno problemi di immagine, dopo essersi rese impopolari a
causa della repressione anche violenta contro l’opposizione e le
organizzazioni islamiche. A pesare è anche l’insuccesso militare
nelle province di frontiera controllata dai clan tribali e dagli
estremisti, che mette inoltre a rischio i sostanziosi aiuti
finanziari statunitensi.

Washington è infatti tutt’altro che convinta della buona fede di
Islamabad nel combattere la guerriglia talebana – che furono
proprio i servizi pachistani a portare al potere a Kabul – anche
se formalmente il Pakistan rimane uno degli alleati fondamentali
nella guerra al terrorismo: un alleato tuttavia il cui fallimento
è tutt’altro che una mera ipotesi, come ha avvertito ieri il
segretario di Stato Hillary Clinton.

Clinton ha parlato di “minaccia per l’esistenza dello Stato
pachistano”, evocando uno scenario di disfacimento dell’autorità
governativa – un “failed State” – già visto in Afghanistan con
un’aggravante strategica fondamentale: il Pakistan è una potenza
nucleare. Una sua destabilizzazione potrebbe quindi avere
conseguenze imprevedibili su quanto accade nel Kashmir e nei
rapporti con l’India – anch’essa dotata di arsenali nucleari –
dopo i lenti progressi registrati nelle trattative per arrivare a
un’intesa fra i due Paesi: le stragi di Mumbai – nelle quali
sarebbero coinvolti anche elementi dei servizi pachistani –
rappresentano in questo senso un avvertimento preciso.

Mgi

MAZ

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