Roma, 17 feb. (TMNews) – Da restare storditi. Il gruppo del
Senato che sembra sciogliersi come neve al sole. Quello della
Camera che perde altri pezzi. La maggioranza in rapido
allargamento. Eppure Gianfranco Fini, dopo aver ammesso il
“momento difficile”, non concede nulla di più ai dissidenti e
anzi pronuncia parole pesantissime non solo contro Silvio
Berlusconi, ma anche contro suoi storici compagni di partito.
Certo, dietro la linea dell’intransigenza è ormai evidente che
nel quartier generale finiano sia scattato l’allarme rosso e si
tenti comunque di evitare che lo smottamento diventi una frana.
Smottamento che, però, potrebbe arricchirsi a breve di nuovi
addii, se risultasse vero quanto trapela a sera: oltre
all’imminente addio di Luca Barbareschi, Pasquale Viespoli
starebbe valutando di passare con Forza Sud di Gianfranco
Micciché. Ma, e avrebbe del clamoroso, anche il coordinatore
siciliano Pippo Scalia sarebbe pronto a passare con Forza Sud.
Per tutto il giorno Scalia sarebbe stato cercato al telefono,
infruttuosamente, dai suoi compagni di partito. Alla Camera, tra
l’altro, si starebbe lavorando alla nascita del gruppo di Forza
Sud entro la settimana, per modificare i rapporti di forza in
commissione Bilancio.
Italo Bocchino – riferiscono – sarebbe impegnato in un estremo ma per ora infruttuoso tentativo di mediazione. Un faccia a faccia con Adolfo Urso, nel pomeriggio, non sarebbe andato per niente bene. E sempre il neo vicepresidente del partito avrebbe contattato ieri il senatore Valditara, chiedendogli di raccogliere la componente finiana di palazzo Madama e provare a frenare gli esodi. Impresua ardua, a maggior ragione dopo le parole dal leader di Fli, pronto ad attribuire “la difficoltà di Fli”
anche ai sentimenti di chi “teme per il proprio status di ministro o di parlamentare o di chi aspira a divenire sindaco, assessore o per lo meno consigliere comunale”. Parole che sembrano chiamare in causa direttamente alcuni dei dissidenti futuristi. Dichiarazioni ancora più dure se si considera la lettura finiana dell’allargamento della maggioranza in atto, frutto delle “tante armi seduttive di cui gode chi governa e dispone di un potere mediatico e finanziario che è prudente non avversare direttamente”.
Il gruppo del Senato, intanto, perde pezzi con ritmo quotidiano.
Annunciano l’addio al gruppo, che formalmente resta ancora in
piedi, i senatori Pontone e Menardi. In ‘sofferenza’ sono
Baldassarri (che oggi ha incontrato Fini), Digilio, Viespoli,
Contini e Saia. Quest’ultimo ha incontrato a Montecitorio Andrea
Augello, con il quale coltiva un rapporto strettissimo. Proprio
Augello starebbe lavorando a un’operazione di ‘responsabilità’ a
Palazzo Madama. L’argine futurista punta soprattutto a mantenere
in Fli Saia e Baldassarri, ma per ora con scarsissimi risultati.
Dovrebbero restare nel partito, invece, Germontani, De Angelis e
Valditara.
tom
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