Roma, 17 feb. (TMNews) – Su blog e social network, per tutta la giornata di ieri, si sono rincorse voci di incidenti in Libia. Lunghe ore di forte tensione che sono seguite a una notte di scontri, arresti, feriti e, secondo informazioni non confermate ufficialmente, anche due morti. Una situazione che rischia di precipitare oggi, nella ‘Giornata della Collera’. E non è un caso che gli Stati uniti, ieri sera, abbiano chiesto alle autorità di Tripoli di andare incontro alle aspirazioni della popolazione.
FERITI A BENGASI – Sarebbero trentotto le persone rimaste ferite negli scontri avvenuti fino ad ora a Bengasi. Sostenitori del colonnello Muammar Gheddafi e polizia hanno caricato i manifestanti riuniti davanti a un commissariato, per chiedere la liberazione di un attivista. A manifestare, i familiari dei detenuti uccisi nel 1996 in una sparatoria nella prigione di Abu Slim, a Tripoli: secondo Human Rights Watch, furono almeno 1.200 i prigionieri uccisi dalle forze dell’ordine, in circostanze ancora poco chiare. Da anni le famiglie, di cui la maggior parte è originaria di Bengasi, non smettono di chiedere giustizia.
DUE MORTI? – Gli scontri a Bengasi, secondo alcuni attivisti libici, avrebbero provocato due morti. La notizia si è diffusa su Twitter, ma non ci sono state conferme. Secondo queste fonti, la polizia avrebbe sparato sui manifestanti.
LE PRESSIONI DEGLI STATI UNITI – “I paesi della regione stanno affrontando le medesime difficoltà in materia di demografia, aspirazioni popolari e bisogno di riforme”, ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato americano, Philip Crowley. “Incoraggiamo questi paesi a prendere delle misure specifiche che rispondano alle aspirazioni, ai bisogni e alle speranze del loro popolo. La Libia rientra senza alcun dubbio in questa categoria”, ha aggiunto il diplomatico statunitense. Crowley ha evitato di rispondere esplicitamente a chi gli chiedeva se non ritenesse Muammar Gheddafi “un dittatore”. Ma il suo pensiero è emerso con chiarezza: “Non credo che sia arrivato al potere democraticamente”, ha detto.
(segue)
Coa
© riproduzione riservata










