VARESE «Sono leghista come Nichi Vendola è di sinistra, cioè in modo aperto al confronto, non chiuso a tenuta stagna». Così il consigliere provinciale e vicepresidente regionale dei Giovani Padani, Marco Pinti spiega la sua presenza al De Filippi ieri mattina; non a contestare, come accaduto con Veltroni o con il cardinal Tettamanzi, ma seduto composto in ultima fila ad ascoltare. «Sembra un leader genuino, spinto da passione non da stimoli affaristici, e parla di contenuti. Per questo crea partecipazione – spiega – Ora sono legista non più ma
meglio di prima perché ho ascoltato parole interessanti su cui riflettere». A Pinti sono piaciute le analisi di Vendola sui giovani senza futuro lavorativo e sociali, e il richiamo al rispetto dell’ambiente. «Definire la Lega una comunità di rancore invece mi sembra eccessivo ma sull’immigrazione forse non troveremo mai accordo – aggiunge – Il bello di Varese però è che l’esponente di un partito può andare alle manifestazioni degli altri senza essere discriminato. Forse c’è un po’ di curiosità, come tra alieni, ma ci si confronta con rispetto reciproco».
s.bartolini
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