Roma, 15 mar. (TMNews) – L’avanzata delle truppe fedeli a Muammar Gheddafi prosegue verso Bengasi, mentre la riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi del G8 sancisce la morte di una ‘no-fly zone’ sulla Libia.
I soldati del Colonnello avrebbero preso il controllo di Ajdabiya, città a 140 chilometri da Bengasi, roccaforte degli insorti. Ma il Consiglio nazionale di transizione, che riunisce l’opposizione al regime e costituisce il governo provvisorio nell’est del Paese, ha smentito che i ribelli abbiano perso la città, considerata “vitale e strategica”, l’ultimo baluardo prima di Bengasi. Almeno tre persone sarebbero morte sotto i bombardamenti, cui oggi è stata sottoposta la città. Centinaia di civili e ribelli sono comunque arrivati a Bengasi, fuggendo da Ajdabiya. Secondo i ribelli, i soldati avrebbero ora interrotto i collegamenti tra le due città.
Sul fronte diplomatico, si registra il fallimento dell’ipotesi ‘no-fly zone’. A Parigi, il G8 ha deciso di non decidere. Nella dichiarazione finale approvata dai ministri degli Esteri non c’è alcun riferimento specifico all’ipotesi di una zona d’interdizione al volo in Libia. Secondo fonti diplomatiche, Germania e Russia hanno insistito sulla presidenza di turno francese per far cadere qualsiasi riferimento specifico. E più tardi, davanti alla Commissione degli Esteri dell’Assemblea nazionale, il ministro francese, Alain Juppé, ha dichiarato che l’idea di una ‘no-fly zone’ oggi è ormai “superata”.
Si muove, intanto, l’Unione africana. Il presidente sudafricano, Jacob Zuma, insieme ad altri quattro colleghi, andrà in Libia nell’ambito di una missione di mediazione dell’Unione africana (Ua) per tentare di risolvere la crisi che scuote il Paese. “Il conflitto in Libia si sta trasformando in una guerra civile” ha dichiarato il vice ministro degli Esteri, Marius Fransman. Zuma è stato incaricato, insieme ai presidenti di Mauritania, Repubblica democratica del Congo, Mali e Uganda di formare “un comitato di alto livello dell’Ua per contribuire a trovare una soluzione al conflitto libico”. “Questa delegazione arriverà questo week-end o la settimana prossima” ha precisato Fransman. Il Sudafrica giovedì scorso aveva dichiarato che non avrebbe chiesto a Gheddafi di dimettersi per rispetto al principio di non ingerenza. Pretoria ha però chiesto la cessazione immediata dell’uccisione di civili.
Intanto, Gheddafi continua a minacciare l’Occidente. In un’intervista alla tv tedesca Rtl, il Colonnello ha dichiarato che le compagnie occidentali – tranne quelle tedesche – possono scordarsi di fare affari con la Libia in futuro. “Non abbiamo fiducia in loro, hanno cospirato contro di noi” ha dichiarato. “I contratti petroliferi andranno a russi, cinesi e indiani. L’Occidente sarà dimenticato”. Tranne la Germania, “che ha preso una posizione molto buona nei nostri confronti, diversa da quella di molti altri importanti Paesi occidentali”.
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