Roma, 15 mar. (TMNews) – Le Borse europee sono riuscite a ridurre parte delle perdite al termine di una giornata in profondo rosso, fatta di crolli a catena innescati dalla caduta di Tokyo, che ha ceduto il 10,55 per cento tra allarmi per una catastrofe radioattiva in Giappone. A Milano il Footsie-Mib ha chiuso al meno 2,01 per cento, dopo che nel corso della seduta era arrivato a cedere quasi il 4 per cento. A paventare
una ondata di panico le enormi incognite su quali saranno le ricadute dei danni subiti da diversi impianti atomici del Giappone dopo il terremoto che ha sconvolto l’Arcipelago venerdì scorso, peraltro mentre le scosse proseguono. In Europa la flessione più pesante ha toccato Francoforte, che ha chiuso al meno 3,19 per cento dopo aver segnato picchi negativi del meno 5 per cento; Parigi ha chiuso con un meno 2,51 per cento; Londra meno 1,38 per cento.
I ribassi sono stati generalizzati ma inevitabilmente hanno colpito più duramente alcuni specifici settori che vedono offuscarsi le loro prospettive come i grandi gruppi energetici francesi attivi sul nucleare, tra cui Areva che oggi ha subito un meno 8,56 per cento dopo un meno 9,61 per cento già ieri. All’opposto sono stati premiati i titoli di società attive su solare, eolico o fonti rinnovabili in genere, che mentre si rimette in discussione l’atomo vedono rafforzarsi il loro potenziale. Molte di queste società hanno registrato scatti in avanti sui listini in piena controtendenza, tra i quali ad esempio ha spiccato un più 48 per cento registrato da Conergy, un gruppo attivo sul solare.
Il cataclisma del Giappone oggi ha trainato al ribasso anche gli altri mercati dell’Asia, che ieri invece avevano segnato alcuni rialzi, la Borsa cinese di Shanghai ha chiuso al meno 1,41 per cento, Hong Kong con un meno 2,86 per cento, Seul meno 2,40 per cento. Pesanti flessioni anche oltre Atlantico, ma anche Wall Street riduce le perdite negli scambi pomeridiani con il Dow Jones al meno 1,57 per cento, il Nasdaq meno 1,78 per
cento. Hanno finito per cedere anche i prezzi del petrolio, che in mattinata avevano mostrato alcune resistenza, successivamente invece a Londra il barile di Brent ha segnato cali di oltre 5 dollari, per poi ridurre le perdite a 3,33 dollari a fine scambi, a quota 110,34; a New York il Wti scivola a 99,20 dollari. Infine l’euro ha mostrato una dinamica molto volatile, dopo alcune debolezze mattutine ha recuperato parte del terreno perso a 1,3983 dollari.
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