Roma, 27 apr. (Apcom) – Sul rating dell’Italia pesa l’ampiezza del debito pubblico, più difficile da controllare con la recessione in atto, e la “relativa mancanza di dinamismo economico” nell’affrontare problemi strutturali quali l’invecchiamento demografico. E’ quanto afferma Moody’s nel suo rapporto annuale sull’Italia, che manitiene un outlook stabile sul rating di AA2 per il Belpaese. Inoltre, si leggein una nota dell’agenzia “gli sforzi messi in atto dall`Italia verso la riduzione dei suoi rapporti di indebitamento hanno perso slancio negli
anni passati”. I tassi d`interesse italiani poi “mostrano nuovi rialzi a causa dell`accresciuta differenziazione del rischio tra i vari membri dell`Unione Monetaria Europea. Anche la recessione globale sta esercitando pressioni sugli indicatori di medio termine del debito italiano, e si prevede che il disavanzo pubblico generale supererà i limiti imposti da Maastricht nel 2009 e forse anche oltre”. Gli incentivi adottati per combattere la recessione e calo delle entrate fiscali dovuto al rallentamento rendono più difficile il controllo del debito.
“I rating Aa2 assegnati ai titoli di Stato italiani riflettono
una forza economica molto elevata, mentre risentono dei livelli
lievemente inferiori per quanto riguarda l’assetto istituzionale
e la forza finanziaria del governo”, si legge nella nuova analisi
del credito sovrano italiano stilata da Moody’s. Le prospettive
di rating sono stabili.
“La valutazione di Moody`s della forza economica dell`Italia si
basa sulle dimensioni dell`economia, il grado di diversificazione
e i redditi pro-capite”, spiega Alexander Kockerbeck, Vice
President-Senior Credit Officer per il Sovereign Risk Group di
Moody`s. Di fatto, l`Italia è la settima economia al mondo per
dimensioni e il quinto maggior esportatore di beni manufatti.
Inoltre, l’Italia gode della sua grande attrattiva turistica,
essendo una delle destinazioni più richieste a livello mondiale.
“Tuttavia, Moody`s ritiene che i rating italiani siano limitati
dal peso del debito pubblico, data la sua ampiezza, e dalla
relativa mancanza di dinamismo economico a fronte di problemi
strutturali, quali il calo e l`invecchiamento demografico”
commenta Kockerbeck. “Pertanto, lo spazio di manovra fiscale del
governo è limitato, così come limitate sono le possibilità di
ridurre il carico del debito pubblico”.
Moody`s afferma che gli sforzi messi in atto dall`Italia verso la
riduzione dei suoi rapporti di indebitamento hanno perso slancio
negli anni passati. Inoltre, i tassi d`interesse italiani
mostrano nuovi rialzi a causa dell`accresciuta differenziazione
del rischio tra i vari membri dell`Unione Monetaria Europea.
Anche la recessione globale sta esercitando pressioni sugli
indicatori di medio termine del debito italiano, e si prevede che
il disavanzo pubblico generale supererà i limiti imposti da
Maastricht nel 2009 e forse anche oltre.
Kockerbeck sottolinea che tali vulnerabilità sul versante del
debito sono parzialmente controbilanciate dalla capacità di
adeguamento del governo italiano.”Ciononostante, la potenziale
riduzione del gettito tributario e gli incentivi fiscali extra
imposti dal contesto recessionistico rendono più complicato
controllare il debito pubblico” afferma l`analista.
Unitamente al profilo più tradizionale e alla minore esposizione
globale del settore bancario italiano, la maggiore solidità dei
bilanci privati – con livelli di indebitamento relativamente
inferiori – contribuisce a ridurre il rischio che le passività
del settore privato vengano trasferite sui conti dello Stato.
“Pertanto, Moody`s ritiene che l`Italia non si discosti di molto
dalle sue omologhe europee in termini di (basso) rischio di
eventi negativi nel corso della crisi economica e finanziaria
globale” conclude Kockerbeck.
Red/Eco
MAZ
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