Roma, 21 mar. (TMNews) – “Italia, sei una traditrice”: le parole pronunciate dal colonnello Muammar Gheddafi, che ha citato tra i paesi traditori della Libia anche Gran Bretagna, Francia e Stati uniti, non fanno altro che aumentare il livello di preoccupazione degli italiani per una possibile ‘vendetta’ del rais, colpito al cuore dalla missione della ‘coalizione dei volenterosi’. Niente allarmismi, però.
Sul fronte sicurezza al momento restano valide per tutta l’Italia, le decisione prese venerdì scorso dal Coisp, il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, che ha stabilito di innalzare il livello di attenzione in Italia e soprattutto per quanto riguarda i siti considerati sensibili come le ambasciate, le sedi diplomatiche e istituzionali, i siti a carattere strategico. Anche se a preoccupare di più, visto che non si è al momento a conoscenza della dotazione militare di Gheddafi e che non si sa se abbia missili, ad esempio, che possano raggiungere il nostro paese o se sia dotato di armi chimiche, è l’ipotesi che qualcuno dall’interno possa agire in maniera isolata, come un ‘kamikaze’.
Intanto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha telefonato al Questore, Francesco Tagliente, per conoscere il livello di prevenzione messo in atto dalle strutture di sicurezza pubbliche in seguito alla crisi internazionale libica. La richiesta è di innalzare le misure di sicurezza a Roma, anche in assenza di un rischio
specifico per la Capitale, visto quanto sta accadendo in queste ore in Libia. Tagliente ha garantito al sindaco che, seguendo le direttive nazionali date dal ministero dell’Interno, la Questura di Roma “ha messo in atto tutte le misure di prevenzione e di sorveglianza necessarie in questo momento di conflitto nell’area mediterranea”.
Di fatto, al momento non esistono specifici motivi di allarme
per gli obiettivi sensibili di Roma, “ma è comunque necessario
innalzare il livello di sicurezza della Capitale, sede di
ambasciate e istituzioni – spiega il sindaco Alemanno – Roma
Capitale rimane in stretto contatto con la Questura e la
Prefettura per monitorare l’evolversi della situazione”.
Ma non è solo Roma a preoccuparsi: anche a Napoli si è
riunito ieri il comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine
pubblico, presieduto dal prefetto Andrea De Martino. Sul tavolo,
le rafforzate misure di vigilanza degli obiettivi sensibili
nell’area partenopea dove hanno sede sia il quartier generale
delle forze Nato nel Mediterraneo sia, a Capodichino, il comando
delle forze della marina statunitense.
Red/Apa
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