Roma, 22 mar. (TMNews) – La commissione Giustizia della Camera ha terminato il lavoro sugli emendamenti alla proposta di legge del processo breve: così com’è stata ridefinita dal relatore Maurizio Paniz (Pdl), la nuova normativa non prevede più l’estinzione dei processi che durano oltre i limiti fissati (ci sarà solo una ‘segnalazione’ al ministero e al Pg della Cassazione). Cade quindi il fulcro della polemica tra gli schieramenti
all’epoca dell’approvazione del provvedimento al Senato, la cancellazione, secondo le accuse delle opposizioni e dell’Anm, di centinaia di migliaia di processi. Ma lo scontro si è spostato oggi sull’articolo 4-bis introdotto nella proposta di legge da un altro emendamento Paniz: è quello che abbrevia la prescrizione per gli incensurati, per le opposizioni una norma ad personam per mettere Silvio Berlusconi al riparo dai processi nei quali è imputato.
Secondo Donatella Ferranti (Pd) “anche la norma ad personam avrà
effetti devastanti sul sistema”. Per Pierluigi Mantini (Udc) si tratta di una norma “inutile per tutti, utile per uno”. Ma Paniz ha respinto le accuse, sostenendo che “non c’è nulla di ad personam in quel provvedimento. Il processo Mills non arriverà mai a conclusione dei tre gradi di giudizio, la prescrizione è già prevista per febbraio 2012 quindi questo provvedimento non tocca i processi del premier. Che io sono convinto che verrà assolto”. In ogni caso Paniz ha sostenuto di essere disponibile a “riflettere” sugli emendamenti delle opposizioni: il Pd ne ha ritirati numerosi, sull’articolo 5, “per lasciare aperta la porta – ha spiegato Ferranti – a un loro possibile accoglimento in aula”. “Anche l’articolo 4 bis – ha poi precisato Paniz conversando con i cronisti – potrà essere oggetti di attenzione, voglio verificare se mi posso avvalere del contributo delle opposizioni”.
Le opposizioni si sono divise: Pd, Udc e Fli hanno abbandonato i lavori dopo l’approvazione dell’emendamento all’articolo 5 che elimina la contestata estinzione dei processi. Antonio Di Pietro è rimasto in aula per non far dimenticare quello che considera un successo dell’opposizione esercitata dall’Idv “dentro e fuori il Parlamento. Mi sono battuto per due anni per dimostrare l’illogicità, l’incostituzionalità e l’immoralità di questo provvedimento, ho voluto si mettesse agli atti il voto contrario dell’Idv”.
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