BUSTO ARSIZIO Il 2011 sarà in ogni caso un anno cruciale per la storia della Pro Patria. In centro a Busto, i discorsi sul futuro dei tigrotti si mischiano a quelli sull’imminente veglione di Capodanno: ma tutti i bustocchi si augurano che la storia gloriosa della Pro Patria possa continuare ancora a lungo. Tra chi ha a cuore i colori biancoblù c’è il macellaio Gianfranco Piran, ancora speranzoso: «Io spero proprio che il 2011 porti un briciolo di dignità a Savino Tesoro, in modo che la situazione possa finalmente risolversi». Certo, il comportamento contraddittorio sin qui tenuto dal patron non autorizza eccessivi abbandoni all’ottimismo, ma neppure ci si può fasciare la testa prima di essersela rotta davvero: «Ancora pochi giorni e sapremo – aggiunge Piran – Confido che, con l’anno nuovo, Tesoro faccia un gesto di buon senso
nei confronti di un’intera città». Malgrado tutto, l’edicolante Sergio Marra, presidente del club“ Il Tigrotto”, si dichiara ottimista su un esito positivo della vicenda: «Il fatto che più gruppi di imprenditori, oltre alle istituzioni, si siano interessati alla Pro Patria mi fa sperare – spiega Marra – Ovviamente però tutto è nelle mani di Tesoro, e questa non è una cosa positiva, visto come si è comportato finora. Ma fino all’ultimo voglio tenere accesa la speranza». Discutono animatamente delle sorti della Pro Patria anche giovani e pensionati che si ritrovano in centro: «Si è creata questa situazione perché a Tesoro non è mai importato niente della Pro Patria – sbotta Luciano – Me l’aspettavo che le cose prendessero questa piega, anche se non così presto. Adesso bisogna salvare il salvabile».l’intero servizio di Francesco Inguscio sull’edizione di oggi
m.lualdi
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