Roma, 3 gen. (TMNews) – L’inizio non è stato certamente dei più tranquilli. L’Ungheria ha appena avviato il suo semestre di presidenza dell’Unione europea e già s’è ritrovata sommersa dalle critiche. Viktor Orban, il primo ministro magiaro vero “dominus” della politica ungherese, non si è spaventato e ha invitato i suoi connazionali ad andare avanti, senza curarsi troppo delle reprimende provenienti dall’Europa occidentale.
Oggi il portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, ha spiegato che l’esecutivo Ue ha acceso un riflettore su due contestatissime leggi magiare: la nuova normativa sulla stampa e la legge che impone una tassa speciale anti-crisi sulle banche, sulle compagnie energetiche, su quelle di telecomunicazioni e sulla grande distribuzione. Bruxelles dovrà valutare se i due provvedimenti non violino principi sanciti dalla normativa europea.
Sulla legge relativa alla stampa, la commissione arriva in realtà buona ultima. Già l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), diversi governi europei, le organizzazioni internazionali non governative dei giornalisti, avevano puntato il dito nei confronti di una normativa accusata di limitare fortemente la libertà d’espressione.
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