Roma, 3 gen. (TMNews) – La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per accertamenti sulla base delle dichiarazioni di Umberto Bossi riguardo alla presenza di ‘cimici’ nel suo ufficio e nella sua abitazione romana. L’ipotesi di reato è quella relativa agli articoli 617 e 617 bis del codice penale (installazione fuori dai casi consentiti dalla legge di apparati o strumenti atti ad intercettare comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche).
Ieri Umberto Bossi aveva parlato ai giornalisti della presenza, nel suo ufficio al ministero delle Riforme e nella sua abitazione a Roma, di diverse cimici, fatto sul quale aveva contattato un privato e avvisato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ma non ha sporto denuncia.
Nav/Aqu
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