Busto, il grido del deportato «E’ la cultura che ci salverà»

BUSTO ARSIZIO «Sento il mio volto diventare gelido e la mia anima piangere  lacrime di sangue. La memoria  è sempre triste per noi superstiti». Angioletto Castiglioni, ex deportato bustese  nel campo di concentramento di Flossenburg ha portato la sua  testimonianza ai ragazzi del laboratorio teatrale «Officina della creatività». Sul palco del Teatro Sociale, davanti a un cancello di filo spinato, scenografia del prossimo spettacolo,  l’ultimo ex deportato della Provincia di Varese ha ammutolito bambini e adolescenti. Ha parlato della sua deportazione, di quei terribili 4 mesi  terminati con la marcia della morte da cui si salvò: «In quei vagoni era già iniziata la spersonalizzazione dell’uomo – ha detto Castiglioni – nel campo ci costringevano  ad assistere a torture solo perché uno di noi aveva sbagliato a entrare nella cuccetta, erano capaci di picchiare fino a lasciare solo le ossa; l’odio razziale era troppo grande. Dentro il campo eri un atomo,  ma  la speranza di vivere ti faceva andare avanti». Quella  speranza che ha sempre sorretto Angioletto Castiglioni: «Dio c’era anche

là – ha raccontato – ho visto in cielo stellato il volto di mia mamma, dietro una nuvola. All’inizio nessuno mi credeva, mi hanno ricoverato in ospedale psichiatrico e mi hanno fatto gli elettroshock, ma io ci ho messo tutta la volontà e ora  vivo per testimoniare e  ricordare che siamo tutti fratelli. Dobbiamo imparare ad essere gli esempi della solidarietà umana». Per fare ciò anche  la cultura è molto importante:  «E’ la cultura che rende libero l’uomo – ha detto ai ragazzi – non il lavoro, come c’era scritto davanti al cancello del campo di concentramento.  La cultura è quella che fate anche voi con il teatro». I ragazzi hanno partecipato alla realizzazione spettacolo per la regia di Delia Cajelli,  “La Notte”  tratto dal romanzo di Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986.  Dal 24 gennaio al 3 febbraio, gli attori del teatro Sociale e alcuni allievi dei laboratori teatrali lo porteranno in scena e sarà a Busto nelle giornate di mercoledì 26 e giovedì 27 gennaio.Valeria Arini

m.lualdi

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