Roma, 24 gen. (TMNews) – Tra gli smartphone e i telefoni cellulari di prima generazione c’è un abisso tecnologico e per questo l’azienda di telecomunicazioni britannica Sstl vuole sperimentarne uno nell’ambiente più difficile, ovvero il volo orbitale.
Come riporta il sito della Bbc, il cellulare – un modello sotto i 350 euro – funzionerà con il sistema operativo Android della Google, ma il modello esatto non è stato rivelato: servirà a controllare un mini-satellite e a scattare foto della superficie terrestre.
Lo scopo ultimo dell’esperimento è quello di verificare se dell’elettronica di consumo (e quindi dai costi ormai relativamente limitati) sia in grado di essere utilizzata anche per compiti che richiedono un alto livello di sicurezza o specializzazione, in modo da abbassare i costi di progettazione delle future navette spaziali.
La scelta del sistema operativo non è casuale: Android è un sistema open-source in grado di essere modificato per adattare il cellulare ad altre funzioni; da notare che data la forte escursione termica e l’alto livello di radiazioni lo smartphone verrà inserito nella custodia che protegge il satellite, con una feritoia che permetterà alla lente della sua macchina fotografia di guardare fuori.
A controllare il sistema di propulsione del satellite (lungo appena 30 centimetri) sarà un programma di navigazione inserito nella memoria del cellulare, che si comporterà a tutti gli effetti come un normale computer di controllo; quanto alla trasmissione dei dati a terra, non ci saranno “chiamate”: verrà utilizzato il collegamneto radio del satellite.
Mgi
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