Roma, 7 feb. (TMNews) – Ci sono i manifestanti in piazza Tahrir, per il quattordicesimo giorno di protesta. E i tanti commercianti, dipendenti di uffici governativi e banche che tornano alla normalità. E a lavorare. Sono i due volti del Cairo, di una città che vuole la rivoluzione, ma che crede di poterla affrontare anche ricominciando la vita di tutti i giorni. Consapevoli che ora la vera battaglia si combatte, silenziosa, nei palazzi, dove il vice-presidente, Omar Suleiman, e le opposizioni cercano una via di uscita. Sotto gli occhi dell’Occidente.
SI TORNA AL LAVORO – Tanti, piccoli segnali verso il ritorno alla normalità sono arrivati tra ieri e oggi. Riaperte banche e attività commerciali, è stato annunciato che domenica prossima (13 febbraio) sarà finalmente il momento della borsa del Cairo, chiusa dal 30 gennaio per le manifestazioni contro il presidente, Hosni Mubarak. Ancora chiuse, invece, le scuole.
AUMENTANO SALARI E PENSIONI – Buone notizie sono state diffuse dal ministero delle Finanze: il nuovo governo egiziano ha approvato un aumento del 15% dei salari dei pubblici funzionari, così come delle pensioni militari e civili. Gli aumenti entreranno in vigore il primo aprile prossimo.
L’esecutivo ha anche approvato la creazione di un fondo di 840
milioni di dollari destinati a rimborsare i proprietari di
negozi, fabbriche e automobili vittime di furti, atti vandalici o saccheggi avvenuti nel corso delle manifestazioni.
RESTAURO REPERTI – Già iniziati i lavori di restauro dei reperti del museo egizio della capitale, danneggiati durante i disordini dei giorni scorsi. Tra le opere danneggiate vi sarebbero alcuni reperti della tomba di Tutankhamon, tra cui una statua del Faraone. Il museo si trova nei pressi di piazza Tahrir, teatro di tutte le principali manifestazioni contro il presidente.
ATTIVISTA RILASCIATO – Nel pomeriggio, invece, le autorità
egiziane avrebbero rilasciato Wael Ghonim, membro del team Google
in Medio Oriente e web-attivista simbolo della protesta contro
Mubarak. Anche se la notizia, diffusa dalla tv al-Arabiya, non è
stata ancora confermata.
COPRIFUOCO RIDOTTO – Le autorità egiziane hanno di nuovo ridotto la durata del coprifuoco in vigore in tre grandi città del Paese, fra cui il Cairo, concedendo un’ora supplementare di libertà ai loro abitanti. Il coprifuoco, imposto il 28 gennaio – e sempre ignorato dai manifestanti, che occupano piazza Tahrir 24 ore su 24 – sarà in vigore dalle 8 di sera alle 6 del mattino.
FLIRT TRA REGIME E FRATELLI MUSULMANI – Sul versante politico, invece, si fa sempre più concreto il ‘flirt’ tra il regime e i Fratelli musulmani. Disponibile al dialogo con le autorità – ieri, a sorpresa, era presente alla riunione con il vicepresidente, Omar Suleiman, e le altre forze di opposizione – la Fratellanza sa di doversi muovere su due binari e, per questo, di non poter abbandonare le istanze del popolo: per questo continua a chiedere le dimissioni di Mubarak.
‘EXIT STRATEGY’ PER MUBARAK – Nel frattempo, si delinea lo scenario di una ‘exit strategy’ per il presidente Mubarak, attraverso il ricovero in una clinica tedesca: un’ipotesi, secondo il settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ “molto più concreta di quanto si pensi”. Stando al settimanale, gli Stati Uniti avrebbero delineato un piano per mettere fine al caos politico di questi giorni attraverso un “check up prolungato” che offrirebbe al rais ormai 82enne – già in passato in cura in una clinica tedesca – la possibilità di uscire di scena a testa alta.
Dal Cairo a una lussuosa clinica nei dintorni di Baden-Baden, il passo potrebbe non essere così lungo.
Pca
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