Roma, 8 feb. (TMNews) – Genera quantomeno “sorpresa” chiedere al Ministero dell’Interno modifiche e deroghe dei poteri commissariali per costruire nuovi campi su aree protette da vincoli archeologici e urbanistici e, soprattutto, sollecitare lo stanziamento di altri fondi per l’emergenza. E invece non è vero, perchè “non si può pensare di far finta di niente di fronte a un problema che è sotto gli occhi di tutti”
e “non concedere nuove risorse al Lazio per l’attuazione del Piano nomadi significa non voler risolvere la questione e continuare ad alimentare l’emergenza”. Dopo la tragedia dei 4 bimbi rom morti nel rogo della loro baracca su via Appia Nuova, domenica scorsa, oggi duro scontro politico-istituzionale tra il sindaco della capitale Gianni Alemanno e il Viminale sulle azioni da intraprendere per risolvere la questione nomadi a Roma.
Tutto nasce da una lettera – resa nota oggi dal Campidoglio – nella quale Alemanno e il commissario delegato per l’emergenza nomadi nel territorio della Regione Lazio (e prefetto di Roma) Giuseppe Pecoraro chiedevano al ministro dell’Interno Roberto Maroni altre risorse e nuovi poteri per accelerare la costruzione di nuovi campi nomadi attrezzati nella capitale, per consentire uno sgombero rapido e temporaneo degli insediamenti abusivi.
Quattro le rivendicazioni di Alemanno: 1. Una modifica ai poteri stabiliti per il commissario all’emergenza nomadi con “integrazione della deroga alla normativa concernente i vincoli archeologici e urbanistici” per poter costruire i nuovi villaggi anche in aree con vincoli archeologici e urbanistici; 2. Altre risorse economiche “per almeno 30 milioni di euro” per costruire altri due villaggi
nomadi (già in fase di realizzazione un terzo e l’ampliamento-ristrutturazione del campo La Barbuta, sul quale pesa però anche un contenzioso con il Comune di Ciampino); 3. Allestire in tempi rapidi una struttura di transito con tende per i nomadi sgomberati; 4. Attuare i “necessari interventi normativi” per rimpatriare i nomadi comunitari ed espellere gli extracomunitari ‘clandestini’.
Le richieste di Alemanno hanno però generato “sorpresa” al Ministero dell’Interno, che nel pomeriggio ha fatto trapelare un certo stupore sia per il metodo della lettera (e per i tempi in cui è giunta), sia per il merito. In sostanza il Viminale ha criticato la richiesta dei nuovi fondi e sulla deroga ai poteri commissariali ha fatto notare che su questo il Ministero, di per sè, non ha poteri. Il dicastero si è invece detto disponibile ad adoperarsi presso i vigili del fuoco e la protezione civile per approntare le tendopoli per alloggiare i nomadi che ora vivono nei micro-insediamenti e che saranno sgomberati.
“Chiederò un incontro urgente al ministro Maroni, perché non si può pensare di far finta di niente di fronte a un problema che è sotto gli occhi di tutti”, ha risposto subito con una il sindaco di Roma: “Non concedere nuove risorse al Lazio per l’attuazione del Piano nomadi – ha detto Alemanno – significa non voler risolvere la questione e continuare ad alimentare l’emergenza. Ci vuole chiarezza sulle assunzioni di responsabilità”. Anche Giorgio Ciardi, delegato alla sicurezza di Roma Capitale, ha spiegato che “l’emergenza nomadi non può pesare solo sulle spalle dei sindaci e delle amministrazioni. Serve l’aiuto del governo”.
E mentre il Partito democratico di Roma parla di un Alemanno “modesto, privo di qualsiasi credibilità istituzionale” e “‘scaricato dal ministro dell’Interno”, domani la capitale vivrà il lutto cittadino per ricordare la morte dei quattro piccoli rom.
Sav
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