Federalismo/ Bossi si impegna: sul decreto riferiremo alle Camere

Federalismo/ Bossi si impegna: sul decreto riferiremo alle Camere

Roma, 9 feb. (TMNews) – Un colloquio “lungo e cordiale” nel quale “si è discusso del tragitto previsto per il federalismo fiscale” che vedrà il governo “riferire alle Camere a partire dalla prossima settimana”. La nota della Lega Nord è secca e giunge al termine dell’incontro dei due ministri del Carroccio, Umberto Bossi e Roberto Calderoli, al Colle: prima poco più di un’ora di faccia a faccia con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poi una ventina di minuti ancora nelle stanze del Quirinale per un caffè con lo staff del presidente. Segno di cordialità che poi si traduce in una totale discrezione, nota a parte, sui contenuti del colloquio.

Un incontro chiesto dallo stesso Bossi all’indomani della bocciatura del decreto sul federalismo fiscale municipale giudicato “non ricevibile” da Napolitano e subito accordato dal presidente. Oggi pomeriggio al Colle i leghisti avrebbero ribadito la totale disponibilità a seguire ‘step by step’ tutti i passaggi previsti dalla legge delega senza balzi in avanti che metterebbero a rischio il federalismo. Da qui l’impegno a riferire tempestivamente davanti alle Camere come previsto dalla delega e come ricordato dallo stesso Napolitano nella lettera al premier Silvio Berlusconi. Bossi ha capito al volo che questa è l’unica strada per portare a casa il risultato in un momento in cui l’acuirsi di uno scontro senza quartiere tra istituzioni metterebbe a rischio anche la riforma che sta più a cuore alla Lega. Napolitano, da parte sua, avrebbe ricordato la necessità della condivisione più ampia possibile nella realizzazione di riforme così importanti per il paese.

Nella conversazione Bossi avrebbe anche fatto riferimento alla ‘stabilità’ del governo scongiurando che le urne siano vicine e mostrando fiducia nel proseguimento della legislatura. Un’assicurazione importante per Napolitano che non ha mai fatto mistero del suo pensiero sul ricorso anticipato alle urne: “Quella degli scioglimenti anticipati – aveva detto il presidente giusto nel messaggio di fine anno – è stata un’improvvida prassi tutta italiana da cui speravamo di esserci liberati e al cui ripetersi sono tenuto a resistere nell’interesse generale. Specie in periodi così gravi di incognite”.

Vep/Rea

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