Roma, 9 feb. (TMNews) – E pensare che a un certo punto ha anche detto: “Vi basta? Posso continuare anche molto di più”. Chissà cos’altro avrebbe aggiunto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, contro i pm di Milano, oltre all’accusa di essere “eversivi”, dopo aver parlato di “schifo” e vergogna” e aver ipotizzato anche una causa nei confronti dello Stato per farsi rifondere dei danni subiti da quelli che considera processi “farsa” basati su “accuse infondatissime”.
Il premier si presenta nella sala stampa di palazzo Chigi circondato da mezzo governo con l’obiettivo di sponsorizzare i provvedimenti del cosiddetto Piano di rilancio economico varati dal Cdm. Ma negli stessi momenti la Procura di Milano ufficializza la richiesta di rito immediato per concussione e prostituzione minorile, spiegando anche che ci sono “prove evidenti”.
Per questo ci mette due secondi netti a cambiare idea sul proposito, annunciato poco prima, di rispondere solo a domande sul merito delle questioni economiche. Anzi, è lui stesso a riconoscere che la domanda sulle mosse della Procura c’entra e come, e non perché stia pensando al suo personale, ma perché di mezzo – sostiene – c’è lo sputtanamento dell’Italia urbi et orbi. “Io di me non mi preoccupo affatto” precisa il presidente del Consiglio, ricordando di essere talmente ricco che se
volesse per il resto della vita potrebbe limitarsi “a fare ospedali per bambini nel mondo”. Berlusconi difende dunque il “sacrificio” che fa a servizio del Paese e mostra pure un dente mancante per spiegare che dopo il lancio della statuetta da parte di Tartaglia ancora non riesce a sistemarselo perché “il nervo sotto non guarisce”. “Credo sia un sacrificio abbastanza grosso, un rischio – sottolinea – a cui sono andato incontro e che, se fossi rimasto privato cittadino, non avrei certamente subito”.
La linea tracciata dal Pdl è quella di accusare il pool di Boccassini & Co. di non aver tenuto conto del pronunciamento del Parlamento sulla competenza del Tribunale dei ministri ed è per questo che dovrebbe essere lo stesso Parlamento – secondo il premier – a sollevare il conflitto di attribuzione alla Consulta: ma c’è ancora da superare l’ostacolo dei numeri (mancanti) nel determinante ufficio di presidenza.
La difesa di Berlusconi è dunque la seguente: E’ stata violata la legge perché “la Procura di Milano non ha la competenza territoriale né quella funzionale”. E poi, aggiunge, qui non c’è proprio nessun reato. La concussione? Macchè. Dietro la famosa telefonata in Questura per far liberare Ruby c’era solo l’obiettivo di evitare “un incidente diplomatico internazionale” con Mubarak, inconsapevole ‘zio’ della ragazza.
Nè per il premier esiste quello che chiama “l’altra cosa” ossia il reato di prostituzione minorile e a dimostrarlo ci sono le “dichiarazioni delle persone interessate” e “tutte le testimonianze a riguardo”. Insomma, solo “cose pretestuose” che però offendono “la dignità del Paese”, portano “fango” sull’Italia, “sul governo, oltre che sulla mia persona”.
Per questa operazione “eversiva”, avverte dunque il premier, qualcuno dovrà pagare. Per ora forse sarà l’erario pubblico “perchè – annuncia – naturalmente intenterò una causa allo Stato”. Ma per il futuro l’obiettivo è un altro.
Bac
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