VARESE L’ufficializzazione della discesa in campo di Raffaella Greco, ex Pdl entrata ormai due anni fa nell’Unione italiana di Gianfranco Librandi, arriverà domenica 27 febbraio, in concomitanza con l’inaugurazione della sede elettorale a Varese. Ma intanto ha già le idee chiare ed è pronta a lanciare i primi messaggi alla città.
«Varese è isolata, chiusa e si sta impoverendo – riflette Greco – Per rendersene conto è sufficiente guardare corso Matteotti, dove i negozi storici stanno chiudendo perché sopraffatti dalle grandi catene commerciali. L’anima della città si sta affievolendo e rischia di scomparire, con il risultato che presto il centro storico assomiglierà a una sorta di periferia milanese». La candidatura di Raffaella Greco sarà supportata anche da una lista civica, dove troveranno posto esponenti della società civile. L’intento dichiarato è quello di aprirsi alla città avvicinando di nuovo alla politica persone che fino a questo momento ne sono rimaste ai margini. Ma l’Unione Italiana sarà presente anche con il proprio simbolo. «Serve un richiamo alla nostra posizione politica, anche se declinata a livello locale. E noi facciamo parte del centrodestra».
Anzi, si ritengono più rappresentativi della coalizione ufficiale di Lega e Pdl. «Chi l’ha detto che sono loro i più rappresenativi del centrodestra? Noi abbiamo valori che si rifanno a quella parte politica, siamo cattolici, e pensiamo che la gente voglia che la politica torni dentro determinati livelli etici, dai quali sembra essere uscita».
Evidente il riferimento è alle faccende nazionali. Soprattutto quelle legate a Berlusconi. Ma qui siamo a Varese. E il loro programma sarà cittadino. E infatti, a sostenere la candidatura di Greco scenderà in campo, come capolista, l’ex sindaco Raimondo Fassa. «Bisogna ripartire da quello che è stato trascurato – continua la Greco – Varese è a forte vocazione turistica, ma l’accessibilità dell’autostrada non è stata ancora risolta. Abbiamo il Sacro Monte da valorizzare ma, mentre gli altri Sacri Monti vengono arricchiti da progetti, noi siamo ancora qui a litigare sulla funicolare. Lo sport è sempre stata una risorsa. Ma gli impianti sono abbandonati.
Non servono progetti futuristici, bisogna semplicemente valorizzare e migliorare una città che oggi rimane ostaggio di vecchie classi dirigenti inamovibili». Per il momento nessuna alleanza, nemmeno con il Fli. «Prima realizziamo il nostro programma e ufficializziamo la candidatura. Dopodiché il dialogo, con chi vorrà venire con noi, è aperto».
e.marletta
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