Carnevale stile Ottocento Primo atto: le chiavi al Re

Carnevale stile Ottocento Primo atto: le chiavi al Re

VARESE Tornare al passato fa bene al Carnevale. La Famiglia Bosina è concorde nel definire un successo la formula scelta quest’anno per dare il via ai festeggiamenti in maschera. La sfilata di apertura è partita dalla stazione Nord, come avveniva nel 1800. All’epoca, infatti, il Re Bosino arrivava con il treno a vapore e veniva accolto da centinaia di maschere che sfilavano con lui per il centro. Oggi il pubblico non è stato certo quello delle grandi occasioni. Ma non si esclude che, continuando a riproporre la manifestazione, i varesini non vi si affezionino nuovamente. La formula, del resto, era stata già stata rispolverata con successo negli anni ‘90. «Dalle cronache del tempo si evince che tutti i carri allegorici si raccoglievano alla stazione per aspettare il Re Bosino (ora impersonato dal poeta dialettale Natale Gorini) – spiega Loris Baraldi alias Pin Girometta – Era un evento molto partecipato anche perché coincideva con la sfilata di Carnevale vera e propria». La sfilata è terminata a Palazzo Estense, dove il sindaco Attilio Fontana ha consegnato al Re Bosino la chiave della città. Lo scorso anno

il gruppo era passato per corso Matteotti. «Il percorso di quest’anno, però, ha richiamato più pubblico – continua Baraldi – Per il 2012 pensiamo di ripetere questo format. Certo, per avere una maggiore partecipazione sarebbe meglio posticipare la sfilata di un’ora. Quest’anno però, avendo già bloccato il centro sabato scorso per la gara ciclistica, non potevamo chiedere un ulteriore sacrificio ai commercianti». Intanto cresce l’attesa per il discorso del Re Bosino che verrà proclamato sabato prossimo, in piazza Repubblica, al termine della sfilata di Carnevale che coinvolgerà 27 carri allegorici, 10 gruppi e 5 bande musicali. Il Re Bosino, criticato per la troppa bontà dello scorso anno, ha promesso che in questa edizione (la 18esima) non farà sconti all’amministrazione. «Tirerò in ballo tutto quanto è accaduto a Varese, sia di bello che di brutto – spiega il poeta Gorini – Mi toglierò qualche sassolino dalle scarpe». Intanto da oggi in poi l’imperativo è non preoccuparsi di nulla, men che meno dei soldi. L’augurio, rigorosamente in dialetto, è: «Cerchee da divertiss e fa’n pù da legria, sia grand che piscinitt tücc quanti in compagnia». Adriana Morlacchi

s.bartolini

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