VARESE Arrivano i nonni-sitter. Perché mentre in tanti stanno rientrando in città c’è ancora qualcuno che vorrebbe partire per le ferie, ma che si trova con l’oneroso problema di trovare un posto sicuro e confortevole per gli anziani genitori, zii, nonni. Ebbene, qualcuno ci ha pensato, ed ecco spuntare la curiosa iniziativa: «Se volete andare in vacanza e non volete lasciare i vostri casi soli, noi ve li ospitiamo in una villa immersa nel verde con grande giardino. Trattamento familiare». E’ l’annuncio che si trova appeso su una bacheca alla Kolbe di viale Aguggiari, con tanto di numero di telefono.«Abbiamo una casa grande», spiega Enza Minnella, «ma siamo rimasti solo io e mio marito. Lui è andato in pensione molto presto e ci siamo inventati una nuova attività». Il “core business” a dire il vero non è esattamente quello di ospitare i nonni durante le vacanze dei familiari. Da undici anni a questa parte la coppia di pensionati offre un servizio di accoglienza in famiglia agli anziani per tutto il tempo che desiderano, a 1.300 euro al mese con
escluse solo le spese per i farmaci. L’ultimo anziano ad esempio è rimasto quattro anni e mezzo, e la penultima tre anni e mezzo. Unica condizione richiesta, che siano autosufficienti. «Mio figlio fa l’infermiere e abita sotto di noi, inoltre abbiamo il medico in paese e possiamo chiamarlo in caso di bisogno, ma anche noi non siamo più giovani e non saremmo in grado», spiega la signora, che invece è ben contenta di rendersi disponibile per chi non fosse in grado di fare tutto da solo ma non volesse andare in casa di riposo. «Ci sono sempre le liste d’attesa – spiega – i costi sono alti e poi per una persona autosufficiente significa restare isolata. Ci sono le badanti, ma non è facile trovare una persona valida di cui fidarsi». I posti a disposizione da loro sono solo due, tante quante sono le camere da letto libere, e chi viene accolto può vivere proprio come se fosse in famiglia, con la sicurezza di prendere le medicine giuste all’orario giusto e di avere tutti i servizi “di casa”.
s.bartolini
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