VARESE «Le ho viste, viaggiavano in autostrada tra Gallarate e Busto su una Bmw di colore nero, diretta verso Milano»: sono passate da poco le 11 di ieri mattina, quando alla Polstrada di Varese arriva la segnalazione da parte di un’automobilista che sostiene di avere incrociato le due gemelline Livia e Alessia, scomparse ai primi di febbraio dopo la tragica fine del padre Matthias Schepp, cittadino svizzero suicidatosi a Cerignola, in provincia di Foggia. Da allora delle due bambine, che l’uomo aveva sottratto alla moglie, l’italiana Irina Lucidi, nessuna notizia: o meglio, segnalazioni che si sono moltiplicate in giro per l’Italia. Le prime a Tavernola e Cantù in provincia di Como, avevano ridato fiato alle speranze di trovarle in vita, nonostante il tragico messaggio dell’uomo inviato alla moglie prima di togliersi la vita: «Le ho uccise». In realtà ancora nessun elemento può far ritenere che siano morte. Ma quanta verità c’è in queste segnalazioni? Si tratta di mitomani, di autosuggestione, oppure c’è proprio del vero? La polizia non vuole lasciare nulla al caso, e
ad ogni telefonata verifica puntigliosamente. La Squadra mobile di Varese sta eseguendo accertamenti sull’avvistamento di ieri, per risalire all’automobile. Forse è stato individuato il proprietario. Ma non è facile star dietro a voci che spesso risultano impossibili da verificare. La donna che ha chiamato la polizia ha cercato di essere precisa, ed ha raccontato di essersi rammentata della vicenda dopo avere visto l’ultima puntata della popolare trasmissione tv di RaiTre «Chi l’ha visto», dedicata appunto alle persone scomparse. Quello di ieri non è comunque un caso isolato, nemmeno nella nostra città: lo scorso 13 febbraio vi era stata infatti un’altra segnalazione, proprio a Varese. Le due bambine sarebbero state viste all’interno di un supermercato. Una pista che non ha condotto a nulla, dopo un confronto con le autorità elvetiche e gli inquirenti che si stanno occupando del caso in provincia di Foggia. La vicenda ha commosso l’Italia intera, e ancora tiene tutti col fiato sospeso: perché nessuno in cuor suo vuole abdicare alla speranza che questa storia si concluda con un lieto fine.
s.bartolini
© riproduzione riservata












