Roma, 28 set. (TMNews) – Sostituire la festa nazionale che
celebra ogni anno il 25 aprile (Liberazione dal nazifascismo nel 1945) con il 18 aprile, a ricordo della storica vittoria elettorale quel giorno del 1948 della Dc contro il fronte delle sinistre socialiste e comuniste. La proposta è contenuta in un ordine del giorno alla Camera del deputato del Pdl Fabio Garagnani.
Potrebbe essere una delle tante sortite individuali di chi siede
in parlamento, se non fosse che lo stesso parlamentare
berlusconiano ha fatto sapere di aver ricevuto un sostanziale via libera dal governo di centrodestra che lo avrebbe “accolto come raccomandazione”. Ma siccome la forma talvolta è sostanza, a prescindere dalla convinzione del deputato Pdl, una
raccomandazione parlamentare accolta dal Governo non impegna poi
alla sua attuazione: sarà ora palazzo Chigi a decidere se
tradurre la raccomandazione in proposta di legge o trasformare in lettera morta l’aspirazione del deputato della sua maggioranza.
Politicamente, però, l’iniziativa parlamentare esiste e tanto è
bastato a suscitare scandalo e indignazione da parte delle
opposizioni.
“Garagnani – ha affermato Ettore Rosato, esponente dell’Ufficio
di presidenza del Gruppo del Pd- sta alzando un polverone per
niente, come è solito fare. Il 25 aprile non si tocca e dunque
l’accoglimento ‘come raccomandazione’ da parte del governo del
suo ordine del giorno è praticamente carta straccia. Resta un
gesto politico vigliacco e provocatorio da parte di un governo
che non sa guidare il paese e tenta di tappare i buchi con dosi
massicce di propaganda”.
“La conferma dell’accoglimento di un ordine del giorno che
impegna il governo a sostituire la festività del 25 aprile con
quella del 18 aprile 1948 – ha sottolineato l’Idv con la deputata Silvana Mura- dimostra la confusione e la debolezza di un governo che nella seduta del 14 settembre, non avendo più i numeri in aula, ha accolto tutti gli odg presentati per evitare di subire ripetute sconfitte. La vicenda, però, dimostra anche in maniera incontrovertibile come alcuni esponenti del Pdl che dicono di ispirarsi a quella che fu l’opera svolta dalla Democrazia Cristiana, siano in realtà quanto di più lontano dai valori e dalla cultura politica di quel partito”
“A nessuno dei grandi leader storici della Dc così come ai
parlamentari più oscuri di quel partito sarebbe infatti mai
venuto in mente – ha sottolineato ancora- di disconoscere la
ricorrenza del 25 aprile 1945, perché la Dc e i cattolici si
riconoscevano in pieno nel movimento della Resistenza di cui
furono parte importante. E’ per questo che la Dc storica fu
protagonista della ricostruzione dell’Italia ed è per questo che
invece il Pdl è protagonista della decadenza del nostro Paese”.
Pol/Tor
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