Roma, 28 mag. (TMNews) – Il soldato americano al centro delle rivelazioni di Wikileaks era estremamente labile a livello psichico già prima di essere inviato in Iraq. Bradley Manning, riferiscono suoi colleghi e superiori gerarchici, era incontinente, lanciava sedie in aria, urlava contro gli ufficiali e veniva sottoposto regolarmente a controlli psichiatrici.
Manning, agli arresti da un anno con l’accusa di essere l’autore del più grave furto di file militari americani della storia, “era un casino di ragazzo”, come confida al Guardian un militare della base di Fort Leonard Wood, nel Missouri, dove Manning è stato addestrato nel 2007.
Le parole del collega di Manning rafforzano l’opinione di altre fonti militari necessariamente anonime, secondo le quali Manning era assolutamente “unfit” (non idoneo) a servire in Iraq. “Era talmente tanto tormentato che una volta si pisciò nei pantaloni”, raccontano.
“Ho scortato Manning un paio di volte ai test di valutazione psichica dopo i suoi accessi d’ira. Non avrebbero mai dovuto prenderlo e spedirlo in Iraq. Mai. Non quel casino di ragazzo che ho visto con i miei occhi”, riferisce il soldato, che teme lui stesso ritorsioni da parte dell’esercito americano se il suo nome venisse diffuso.
Nonostante i numerosi e violenti scatti d’ira e una diagnosi di incapacità ad adattarsi alla vita militare, Manning venne mandato in Iraq dove lavorava come specialista dell’intelligence.
Le ricerche del Guardian sono andate fino ai soldati che lavoravano con lui alla Forward Operating Base Hammerin, scoprendo che nella base di Manning non esisteva praticamente alcun tipo di protezione di file informatici. Molti dei 300 soldati della base avevano accesso alla stanza dei computer dove lavorava Manning e le password di accesso ai computer dell’intelligence erano scritte sui post-it appiccicati ai monitor.
Se condannato, il soldato Manning, che nega ogni accusa, rischia 55 anni di carcere.
Fcs
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