BUSTO ARSIZIO Li chiamano accattoni, disperati, abusivi. Qualunque nome gli si dia la loro presenza è massicciamente aumentata in città.
Sono persone che chiedono l’elemosina ai semafori, giungendo anche alle zone del centro come via Mameli, nei parcheggi, anche in questo caso il centro storico ne è pieno, «e adesso vedrà – spiega Maurizio Cozzi – Arrivano i Morti e i cimiteri verranno presi d’assalto. Si piazzano davanti all’ingresso con il piattino. Chi mi urta di più sono gli accattoni accompagnati dai bambini. Quelli proprio non li sopporto».
La quasi totalità delle persone non e fa più ormai una questione di sicurezza: «non fanno più paura di altri – spiega Ilaria Saccovini – Di solito li incontri di giorno, alla luce. Nei parcheggi ti indicano un posto libero che tu avevi visto magari da dieci minuti e ci stavi già andando. Poi ti chiedono una moneta per essere stati gentili. Ci sono quelli più insistenti, che alla fine più che spaventare innervosiscono. Qualche anno fa un euro era soltanto una monetina, oggi…». In effetti il fattore crisi pesa sulla bilancia: «Al semaforo di via Marco Polo, un paio di mesi fa ho visto un ragazzo italiano che chiedeva l’elemosina – spiega Samantha Rizzi – Aveva perso il lavoro e non aveva di che vivere…Sarà vero? Visto come vanno le cose penso che vero lo fosse. Questo per dire che il fenomeno è in aumento ovunque: il benessere che se ne va creerà sempre più problemi a tutti».
Qualcuno addita anche chi vende merce taroccata (o comunque conciata in modo da ricordare molto le grandi griffe): «Al mercato se ne vedono sempre meno – spiega Rizzi – E c’era un ragazzo fisso tra piazza Santa Maria e piazza San Giovanni che adesso non vedo più. Li stanno controllando parecchio e fanno bene. Io capisco tutto, capisco anche loro: capisco meno chi quella roba la compra. Cinquanta euro per avere una borsa taroccata quando alla stessa cifra ne compri una quanto meno legale? Credo sia giusto che multino anche gli acquirenti; anche loro contribuiscono a rovinare il mercato».
Che fare? «Controllarli, controllarli e, se possibile, multarli e mandarli via. Ci sono strutture adeguate alle quali possono rivolgersi. I dormitori iniziano a funzionare, le parrocchie fanno molto. Se uno è in difficoltà chiede aiuto a chi lo può aiutare davvero, fornendogli assistenza e magari aiutandolo a trovare un lavoro. Io almeno farei così. Se ti accontenti di una monetina vuol dire che hai il tuo tornaconto e che, in fondo, non stai affatto male. Vuoi vivere in quel modo».
Simona Carnaghi
s.bartolini
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