Roma, 24 ago. (TMNews) – Una cabina telefonica insonorizzata, alcune bombe artigianali, bisturi, siringhe, armi. Questa la camera delle torture da cui è fuggita una donna israeliana, finita nelle mire di un uomo, che aveva conosciuto tramite un amico comune a maggio. Così Thomas Fisher, 30 anni, è stato arrestato dalla polizia di Amburgo, in Germania. Ne parla il ‘Guardian’.
La donna, 26 anni, era stata rapita venerdì sera sotto la minaccia di una pistola e portata da Fischer, ammanettata, nel suo appartamento di Barmbek, quartiere nella periferia della città tedesca. La ragazza, approfittando dell’assenza dell’aguzzino, è però riuscita a fuggire un paio di ore dopo, lanciandosi, ancora ammanettata, da una finestra – al piano terra – nonostante il filo spinato che Fischer aveva montato all’esterno. A dare l’allarme sono stati i vicini; l’uomo è stato arrestato poco dopo: addosso gli hanno trovato una pistola e una bomba a mano.
La polizia ha reso noto di aver indagato su cinque presunti casi di stalking, nel 2009, riguardanti Fischer, che però finora non era mai stato incriminato.
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