Varese, proteste per oche e asini Ma il Palio non può farne a meno?

Varese, proteste per oche e asini Ma il Palio non può farne a meno?

VARESE – Conto alla rovescia per le due sagre varesine che prevedono l’utilizzo di animali. La corsa delle oche di Calcinate degli Orrigoni in programma per domenica alle 17.30 e il palio degli asini di Bobbiate che si svolgerà a metà settembre. Si tratta di due ricorrenze osteggiate dagli animalisti varesini, che ritengono immorale utilizzare gli animali per il divertimento dell’uomo.

La Lega Anti Vivisezione, che lo scorso anno ha effettuato dei sopralluoghi e realizzato dei filmati nel corso dei due eventi, attacca: «Utilizzare gli animali per questo genere di palii è un segno di inciviltà. Non potendo impedire lo svolgimento delle manifestazioni, ci impegneremo affinché ci siano i controlli dell’Asl e siano rispettate le leggi – spiega Ornella Jurinovich, referente della Lav di Varese – L’anno scorso, per esempio, il circuito di Bobbiate non era interamente coperto di sabbia. Il fondo, di asfalto, non era quindi idoneo ad attutire l’impatto degli zoccoli degli equidi e a evitare scivolamenti, venendo meno all’ordinanza del 21 luglio 2009. L’ordinanza (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7 settembre 2009) si applica a manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengano impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati. Quindi è esattamente il caso di Bobbiate. Gli asini, inoltre, erano traballanti e provati e mancavano delle barriere per proteggere il pubblico. Il palio delle oche, invece, è una cosa più tranquilla anche se ugualmente discutibile. Contatteremo l’Asl affinché effettui i controlli del caso».

La Lav intende proporre alla nuova giunta di approvare un regolamento comunale sui diritti degli animali che comprenda un po’ tutto, «dal vietare l’attendamento dei circhi, alle regole da seguire nelle feste e nelle sagre, dal rispetto delle colonie randagie, al ripristino dell’ufficio dei diritti animali che in pratica è esistito solo sulla carta senza essere veramente operativo».

Per quanto riguarda le feste e le sagre: «Del palio degli asini mi è rimasta impressa la violenza con cui i bambini si accanivano sugli animali, che erano spinti, tirati e trattenuti da quattro persone l’uno. Chiederemo di adottare strategie alternative: in molti paesi, come per esempio a Fenegrò, hanno sostituito le gare di corsa degli asini con giochi e competizioni diverse, che magari ricordavano la tradizione per utilizzare determinati costumi e travestimenti – spiega Jurinovich, che continua – In campagna elettorale, la nostra proposta di vietare a Varese l’attendamento dei circhi che utilizzano animali è stata ben accolta. Poi però bisogna anche dare seguito alla volontà approvando delle norme scritte in cui sia ben chiaro cosa si può fare e cosa no. Ci auguriamo che la svolta arrivi al più presto possibile».

Adriana Morlacchi

e.besoli

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