VARESE – Per la prima volta la provincia di Varese è scesa sotto la soglia dei 100mila studenti nelle scuole statali. È uno dei segnali più evidenti di un calo demografico che negli ultimi anni ha iniziato a incidere anche sull’organizzazione della rete scolastica.
I numeri dell’Ufficio scolastico regionale fotografano una tendenza ormai evidente: tra l’anno scolastico 2022/2023 e il 2025/2026 gli studenti sono passati da 103.923 a 99.101, con una diminuzione complessiva di 4.822 iscritti.
Nello stesso periodo sono diminuite anche le classi: da 4.778 a 4.675, con una perdita di 103 sezioni.
Il dato più significativo, però, è quello relativo all’ultimo anno: la riduzione degli iscritti e delle classi ha infatti subito una netta accelerazione.
Quasi 2mila studenti in meno in un solo anno
Nel 2022/2023 le scuole statali varesine contavano 103.923 studenti distribuiti in 4.778 classi, con una media di circa 22 alunni per classe.
L’anno successivo gli iscritti erano scesi a 102.351, 1.572 in meno, mentre le classi erano diventate 4.762, con una riduzione di appena 16 unità.
Nel 2024/2025 la discesa è proseguita: 101.041 studenti e 4.739 classi, rispettivamente 1.310 alunni e 23 classi in meno rispetto all’anno precedente.
La vera svolta arriva però nel 2025/2026. Gli studenti sono scesi a 99.101, con una perdita di 1.940 iscritti in appena dodici mesi. Le classi sono invece diventate 4.675, ben 64 in meno.
È la riduzione più consistente dell’intero periodo considerato.
Il dato racconta quindi qualcosa di più di una semplice diminuzione delle iscrizioni: il calo demografico comincia a riflettersi in modo sempre più diretto anche sull’organizzazione concreta delle scuole.
Il calo parte dai più piccoli
La contrazione è particolarmente evidente nei primi anni del percorso scolastico, dove gli effetti della diminuzione delle nascite arrivano prima.
Alla scuola dell’infanzia, in quattro anni, le sezioni sono passate da 283 a 271, con una riduzione di 12 unità, mentre i bambini iscritti sono scesi da 6.158 a 5.884.
Solo nell’ultimo anno si contano 7 sezioni e 271 bambini in meno.
Ancora più evidente è la diminuzione alla scuola primaria. Gli alunni sono passati dai 34.357 del 2022/2023 ai 31.651 del 2025/2026: in quattro anni sono quindi venuti meno 2.706 bambini, pari a quasi l’8%.
È proprio la primaria, insieme all’infanzia, a mostrare con maggiore immediatezza gli effetti delle coorti demografiche più ridotte.
Alle medie il calo c’è, ma le classi tengono
Anche la scuola secondaria di primo grado registra una contrazione significativa degli iscritti.
Gli studenti sono passati da 23.102 a 21.593, con una diminuzione di 1.509 ragazzi, pari a circa il 6,5%.
Il numero delle classi, però, non ha seguito la stessa traiettoria. Nel quadriennio il dato ha avuto un andamento altalenante: 1.065, 1.054, 1.070 e infine 1.055 classi.
Il saldo finale è quindi di appena 10 classi in meno, nonostante la riduzione di oltre 1.500 studenti.
Alle superiori le classi aumentano
Ancora diverso è il quadro delle scuole superiori.
Qui gli studenti sono diminuiti, passando da 40.306 a 39.973, ma il numero delle classi è addirittura aumentato: da 1.683 a 1.705, con 22 classi in più.
Il dato può apparire controintuitivo, ma racconta una realtà diversa rispetto a quella della scuola primaria: la diminuzione degli iscritti non si traduce automaticamente in una riduzione delle classi, perché entrano in gioco la distribuzione degli studenti tra indirizzi, istituti e territori e le esigenze organizzative della scuola.
Alle superiori, inoltre, Varese mantiene una media di circa 23 studenti per classe, superiore alla media lombarda di 22.
La forbice si sta restringendo
Il confronto tra iscritti e classi evidenzia un altro elemento importante.
Nei primi anni del periodo considerato, il numero degli studenti diminuiva molto più rapidamente rispetto a quello delle classi. Tra il 2022/2023 e il 2024/2025 gli iscritti erano scesi di quasi 2.900 unità, mentre le classi si erano ridotte di 39.
Il sistema riusciva quindi in buona parte ad assorbire il calo attraverso la composizione delle classi e la distribuzione degli studenti tra istituti e territori.
Nel 2025/2026, però, il quadro cambia.
Le classi diminuiscono di 64 unità in un solo anno, quasi il triplo rispetto alla riduzione registrata nel passaggio precedente. La distanza tra il calo degli studenti e quello delle classi comincia così a ridursi.
È un segnale importante per la programmazione scolastica dei prossimi anni.
Una sfida per il futuro della scuola varesina
Il calo demografico non è quindi più soltanto una previsione per il futuro: è già entrato nelle scuole della provincia.
E gli effetti, con ogni probabilità, sono destinati a spostarsi progressivamente verso i gradi superiori. Le generazioni oggi più numerose nelle scuole secondarie sono infatti destinate a essere sostituite, negli anni, dalle coorti più ridotte che già oggi si osservano alla primaria e all’infanzia.
Per Regione, Ufficio scolastico ed enti locali si apre dunque una fase delicata di programmazione.
La diminuzione degli studenti potrà significare meno classi, ma anche la necessità di ripensare la distribuzione dell’offerta formativa, degli spazi e delle risorse, soprattutto nei territori più periferici.
La sfida sarà evitare che meno studenti significhi automaticamente meno servizi e utilizzare invece la trasformazione demografica per costruire una scuola più equilibrata, con classi meno affollate, un’offerta formativa adeguata e una rete capace di mantenere presidi educativi anche dove la popolazione scolastica si riduce.
Per ora, però, il dato che segna il cambio di passo è uno: Varese ha perso quasi 5mila studenti in tre anni e, per la prima volta, è scesa sotto quota 100mila.













