VARESE (m.tav.) Parlamentari “furbetti” che fanno la cresta sui loro già alti compensi. Il mattatore del malcostume romano è il senatore democratico Paolo Rossi, che non lesina critiche ai suoi colleghi. E che, dopo averne dato un assaggio, va avanti a ricostruire la prassi poco corretta di come i parlamentari usano le proprie risorse.
Lei diceva che i parlamentari non sono tutti uguali?
«Gli sprechi avvengono in maniera assurda. C’è il parlamentare di base e c’è chi, appena ottiene una mezza carica in più, riceve subito nuovi emolumenti».
Faccia un esempio.
«Un vicepresidente di commissione ha di diritto una cifra annua dai 12mila ai 13mila euro per spese di personale. Ma generalmente il personale viene già fornito dalla struttura. Quindi sono soldi inutili. Pensate quindi un presidente che cosa può ricevere, finanziamenti per almeno 3 persone che, se non vengono assunte, sono soldi che restano lì».
Lei ha assunto due portaborse, uno a Varese ed uno a Roma.
«Sì, e li ho assunti regolarmente».
Non sempre avviene questo?
«Diciamo che il 90% dei casi vede contratti non completamente regolari, chi più chi meno».
Vede una differenza di comportamento su questa vicenda tra i diversi gruppi?
«La ritengo una domanda legittima ed infatti non ho problemi a rispondere. E devo dire che il comportamento maggiormente corretto, ovvero dove avvengono vere e proprie assunzioni, si verifica in quei partiti che hanno una lunga storia popolare. Il Pd, che arriva dalla tradizione del Pci e di una parte della Dc, ma non solo. Se sono un avversario della Lega, devo riconoscere che il loro gruppo si comporta molto bene».
Uhm, non ne rimangono molti.
È un dato di fatto che ci sia maggiore leggerezza tra i banchi del Pdl».
e.marletta
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