VARESE Quasi dieci furti in abitazione ogni giorno. Sabato, domenica e festivi compresi.
Per qualcosa come 3.333 episodi di intrusione e razzia nelle case denunciati nel 2010. Valore assoluto che fa guadagnare al Varesotto, se di guadagno si può parlare in tema di classifica tra le province più visitate dai topi d’appartamento, il posto numero 14 in Italia.
Con un trend addirittura in ascesa. Le case svaligiate lo scorso anno, infatti, sono state ben l’8,7 per cento in più rispetto a quelle svuotate nel 2009.
È quanto emerge dall’analisi, operata a livello nazionale dal “Sole 24 Ore”, dei trend della criminalità elaborati sui dati forniti dall’Anfp (Associazione nazionale forze di polizia). Report che rende noto anche il rapporto dei furti all’interno delle abitazioni del Varesotto in relazione agli abitanti: 380 ogni 100mila abitanti.
Valore decisamente superiore alla media nazionale che fissa il livello medio a 280. In ogni caso il nostro territorio è in buona compagnia. Con sei province lombarde nelle prime quindici posizioni del poco onorevole rapporto, in termini di sicurezza e qualità della vita.
Dopo Lucca, infatti, c’è Pavia sul secondo gradino del podio, seguita da Milano; Bergamo e Lecco sono rispettivamente a quota undici e dodici mentre Como arriva subito sotto Varese. Perché è tutto il settore dei furti in abitazione a crescere esponenzialmente. Con un picco a due cifre, +12 per cento, a livello nazionale.
Crescono i furti, insomma, mentre i reati nel loro complesso restano stabili. Ed è anche questo uno specchio della crisi. Migliora, infatti, la situazione guardando al dato reale dei reati commessi. Con Varese al posto numero 53 a livello nazionale con 32.309 reati denunciati nel 2010, in calo dello 0,4% rispetto all’anno precedente.
«La diminuzione delle denunce nel 2010 è stata meno evidente ai due anni precedenti – osserva Enzo Letizia, segretario dall’Anfp – Risalta però l’impennata dei furti negli appartamenti; un fenomeno che, al di là della diversificazione territoriale dell’incremento e dell’incidenza, si può collegare alla difficile congiuntura che sta attraversando il Paese». Dal disagio economico, insomma, alle effrazioni con i relativi furti di oro e preziosi da immettere poi nel circuito malavitoso.
C’è chi l’oro se lo vende e chi invece lo ruba. Con buona pace dei sindaci costretti ad affrontare, dopo i tagli governativi, anche il problema della sicurezza. «Dove peraltro – ammette il sindaco di Varese, Attilio Fontana – non abbiamo modo di intervenire. È un problema di pubblica sicurezza che supera le nostre competenze. Più che riempire la città di telecamere, metterle in rete con le forze dell’ordine e presidiare le zone più delicate non possiamo fare. Sono reati sintomatici della situazione di difficoltà attuale e del gran numero di extracomunitari che, anche per le loro minori garanzie, si trovano senza alternative».
Così il topo d’appartamento è il problema maggiore da risolvere. «Che i furti siano in aumento – ammette dal canto suo Leonardo Tarantino, sindaco di Samarate – lo si evince anche nella realtà che amministro. E, come sindaco, nonostante la crisi di risorse, ho nella sicurezza una delle priorità».
«Penso a una videosorveglianza sempre più efficiente, per monitorare ogni accesso sospetto sul territorio comunale e a servizi straordinari della polizia locale – conclude – Il bilancio non aiuta ma, ripeto, se c’è la volontà politica i risultati si possono ottenere».
Alessio Pagani
s.bartolini
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