Finora la decisione di Tremonti di concedere ai Comuni la possibilità di pubblicare le dichiarazioni dei redditi dei cittadini, non ha trovato molti difensori. Uno in più, di difensore, l’ha trovato però in famiglia, con la sorella Angiola, consigliere comunale a Cantù, in provincia di Como. “Credo che sia giusto pubblicare i redditi. Attenzione: fra il reddito netto e il reddito lordo c’è una bella differenza. L’unica mia perplessità è che non vorrei che questi sindaci usino lo strumento delle verifica fiscale per ricattare i cittadini, e accaparrarsi i voti. A me, che questi sindaci abbiano l’arbitrio di far
partire un controllo a chi gli pare, non mi va. Credo che sia doveroso da parte di tutti i cittadini, semmai, segnalare eventuali evasioni. Non è fare la carogna. E’ denunciare o difendere se stessi da quello che non paga. Non pagare le tasse è un furto”.Ma lei quanto ha dichiarato? “Non lo ricordo”. E’ vero che lei è una baby pensionata? “Non c’è nulla di illegale. Sono entrata in ruolo con un concorso magistrale. Ho fatto ciò che la legge mi consentiva. Sono andata in pensione intorno ai 45 anni e adesso prendo, netti, 980 euro al mese”.
s.bartolini
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