Lerda crede nella Pro Patria salva «In sei mesi si ribalta pure il -13»

BUSTO ARSIZIO «Si può fare»: ne è convinto l’ex tigrotto Franco Lerda. La salvezza diretta è un traguardo che la Pro Patria può tagliare e la consapevolezza di Lerda, allenatore a spasso (ancora per poco?), deriva dall’aver toccato con mano i nervi biancoblù. Li ha sentiti vibrare, lui stesso ne è stato partecipe e protagonista. La sua analisi poggia anche su alcune considerazioni tecniche, che non «riguardano la squadra, perché non l’ho mai vista giocare: però vi sono elementi che conosco, come Bruccini, Polverini, che ho allenato, e Serafini, di cui so il valore».

Non l’ha vista mister, ma l’ha seguita.
Sono stato un anno a Busto, ma con tutto quello che è successo mi sembra di averne passati dieci: dunque sono attento a quello che avviene lì.

Si sarà accorto anche dei 13 punti di penalizzazione.
Penso che si riferiscano a tutto quello che è successo lo scorso anno. Mi dispiace parecchio, perché bastava un po’ di attenzione: punire una società che ha pagato tutto, chiudendo con il passato burrascoso, si rischia di uccidere il calcio.

Dica la verità: con un -13 è durissima.
Non è vero. Il campionato non finisce domani, ma fra sei mesi: la strada è lunga. Il torneo a venti squadre è lunghissimo, ti dà il tempo per rimediare, così come chi sta davanti non deve rilassarsi altrimenti si ritrova in fondo. Secondo me la Pro Patria ha tutto per venirne fuori. Sono i numeri che lo dicono: senza la penalità sarebbe a due punti dai playoff. Questo deve dare grande fiducia a tutto l’ambiente: a cominciare dalla società, che finalmente esiste.

Però deve sempre andare di corsa.
Penso che lo sappiano: la vittoria di domenica col Bellaria è molto significativa. Vincere, e bene, fuori casa dà morale, motivazioni, fiducia.

Domani c’è il Rimini in casa, poi il Savona fuori.
So che il Rimini ha costruito una squadra per salire, ma la Pro Patria non deve avere timore, a maggior ragione se vuole andare dove vuole. Secondo me, se batte il Rimini il campionato prende tutta un’altra piega.

Qualche altro motivo di ottimismo?
Il mercato di gennaio. Però bisogna darci dentro adesso, in questo mese che manca al termine del girone d’andata: meglio sei posizionato, più opportunità puoi giocarti sul mercato. Ecco perché prima parlavo di una stagione che può cambiare con i tre punti di mercoledì.

È uno sforzo al quale sono chiamati tutti: tifoseria compresa.
La gente la conosco benissimo, so quanto è attaccata alla squadra. L’ho sperimentato sulla mia pelle in quella stagione vissuta a Busto, esaltante per un verso e drammatica per l’altro.

Cos’è rimasto dentro in lei di quell’anno?
La straordinarietà per aver giocato un gran calcio, con 28 partite in testa alla classifica. E l’amarezza per come è finita. Mi sarò rivisto decine di volte i gol mancati di Toledo a Cesena e di Melara a Padova. Episodi: è andata così. Certo che, se avessimo avuto una società qualche mese prima, non sarebbe finita in quel modo.

Mister, quest’anno nessuno alla Pro vuole avere rimpianti.
Non ce ne saranno, perché, come ho detto, la squadra è buona e c’è una società alle spalle. E mi auguro soprattutto che la Pro Patria abbia uno sconto sulle penalizzazioni, perché Vavassori e tutta Busto meritano di avere una squadra tra i professionisti, trovando finalmente la serenità e le ambizioni.

Giovanni Toia

s.affolti

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