Festa finita per i writers a Varese Il Comune li trascina in Tribunale

Festa finita per i writers a Varese Il Comune li trascina in Tribunale

VARESE (m. tav.) I writers non dovranno più vedersela solo con i padroni di casa o con il rischio di essere multati. D’ora in avanti, chi verrà colto ad imbrattare muri pubblici o privati rischierà una lunga causa civile. Perché il Comune ha deciso di trascinare in tribunale i graffitari. La decisione, non ancora ufficializzata, è stata annunciata dall’assessore alla sicurezza Carlo Piatti (Lega Nord). Che sceglie la linea della tolleranza zero contro i vandalismi in centro. «Non possiamo più tollerare chi imbratta e deturpa la nostra città – spiega Piatti – bisogna imparare a distinguere tra forme d’arte e vandalismi fine a se stessi. E chi va in giro armato di bomboletta a colpire senza permesso luoghi pubblici non può certo sperare di essere inserito tra i primi. Compito del Comune è vigilare in modo che la nostra città non cada nel degrado. E uno dei modi migliori per disincentivare atti come questo è appunto quello di costituirsi parte civile». L’amministrazione ha quindi intenzione, da questo momento in avanti, di fare causa ai graffitari che saranno fermati dalle forze dell’ordine e denunciati. Una decisione questa che, come ammette lo stesso Piatti, risale già alla precedente amministrazione, quando era stata proposta dal capogruppo di Movimento Libero Alessio Nicoletti salvo poi finire temporaneamente nel

dimenticatorio. Il neo assessore ha però intenzione di portare avanti l’idea. Che si inserisce in un più ampio contesto di sicurezza e prevenzione alla sciatteria del centro. In particolare, l’area che il Comune considera più sensibile da questo punto di vista è quella attorno a San Vittore: dall’omonima piazza, passando per piazza Canonica e infine arrivando in vicolo Canonichetta. Luoghi che, a parte l’ampia piazza di fronte alla basilica, si prestano bene, per il loro isolamento, ad essere usati come punto di ritrovo per i writers. E una prima contromisura è stata già presa, con l’installazione di una nuova telecamera, collegata al sistema di videosorveglianza integrato tra le diverse forze dell’ordine, all’incrocio tra vicolo Canonichetta, via Como e via Bagaini. «L’impianto, che sarà attivato a giorni, vigila sul vicolo troppo spesso preso di mira. Ma abbiamo in serbo anche l’ipotesi di installare un altro impianto in piazza Canonica. Una decisione che sarà assunta eventualmente in accordo con la Curia». Le trattative stanno andando avanti. E l’esigenza nasce dal fatto che anche quell’area, come il vicino vicolo, porta ormai da tempo i segni evidenti di continue incursioni notturne. Tanto che l’assessore, parlando del pozzo centrale di piazza Canonica, lo definisce «un manufatto che ormai non ha più nemmeno un angolo libero dalle scritte».

s.bartolini

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