Roma, 5 set. (TMNews) – Nella ‘strage di Erba’ dell’11 dicembre 2006, Olindo Romano e Rosa Bazzi uccisero per “odio, grettezza e individualismo”. I quattro vicini sono stati massacrati per un incontenibile risentimento nei loro confronti: Olindo e Rosa erano perfettamente capaci di intendere e volere e perciò meritano gli ergastoli inflitti in sede di merito. È quanto si legge nelle motivazioni della Corte di Cassazione, contenute nella sentenza 33070/11, depositata il 5 settembre 2011 dalla prima sezione penale e rese note dal portale Cassazione.net.
Secondo la Cassazione, inoltre, i giudici hanno fatto bene ad escludere che gli assassini fossero affetti da scompensi acuti e deliranti: il gesto efferato deve infatti essere ricondotto a un meccanismo reattivo generato da sentimenti di odio covati per lungo tempo. Quanto al mancato accertamento psichiatrico – continua Cassazione.net – il collegio osserva che l’equazione fra reato molto grave e disturbo mentale non risulta istituibile perchè è frutto di uno stereotipo preconcetto.
Red/Sav
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