«Io da Busto vi racconto la Sicilia dalle mille magie»

BUSTO ARSIZIO Congedando l’aria di vacanze che se ne va, ospitiamo il racconto di un nostro lettore, l’ex dirigente comunale Antonino Baldovino. Che racconta (anche con foto) la sua Sicilia.
  
Ognuno di noi, in qualche modo, ha un motivo  o un sentimento che lo collega a questa Regione: può essere un parente, una persona amica, un  semplice paesaggio o un riferimento culturale. Questa nostra Sicilia quindi, perché la Sicilia è parte integrante della nostra realtà,  fa parte della storia   di ognuno di noi.

Le mie vacanze estive 2011, le ho trascorse in quella parte di costa compresa tra Palermo e Messina, conosciuta come “Costa del Sole” perché caratterizzata da un’esplosione di luce e di calore. E’ un percorso che si collega ad una pagina di storia antichissima, propria di tutta la Sicilia e che vede protagonisti i popoli colonizzatori di queste coste mediterranee: Cartaginesi, Greci, Romani, Bizantini e poi Arabi, Normanni e Spagnoli. Le loro opere si ammirano ancora oggi con profondo rispetto ed il loro pensiero traspare nei comportamenti, nelle consuetudini e nelle tradizioni delle popolazioni locali.

Anche la natura di questi luoghi ha molto da raccontare, con le sue splendide spiagge assolate e lambite da acque limpidissime. L’entroterra ha altre peculiarità, con i parchi naturali delle Madonie e dei Nebrodi,  ricchi di torrenti e di cascate, di paesaggi che quasi ci ricordano le nostre località alpine.

Nel dettaglio la “nostra” avventura inizia all’Aeroporto di Milano Malpensa, con il volo delle 7.20 di martedì 16 agosto, diretto all’Aeroporto internazionale “Falcone-Borsellino” di Palermo. Una navetta di collegamento ci porta alla “Stazione Centrale” e da qui percorriamo parte del tratto ferroviario Palermo-Messina. Attraversiamo Cefalù, celebre per la sua cattedrale normanna, Santo Stefano di Camastra, con  i suoi laboratori di coloratissime ceramiche che contendono il primato isolano a quelle di Caltagirone ( la “Giara”, che da il titolo ad una celebre Novella di Pirandello, era stata fabbricata proprio qui; “una giara così non s’era mai veduta”), Sant’Agata di Militello, centro molto attivo, rallegrato da una lunghissima passeggiata a mare, impreziosito dal “castello Gallego”che ci regala importanti riferimenti storici, Capo d’Orlando, nota località  balneare, e Tindari, centro antichissimo, dominato dal suo alto promontorio su cui svetta il santuario della “Madonna Nera”, importante meta di pellegrinaggio.
Ci sistemiamo al Residence “La Tonnara” di Oliveri, piccolo paese conosciuto in tempi passati per la lavorazione del tonno; da qui, a piedi o in barca si raggiungono i ” laghetti di Marinello”, oasi naturale che accosta ad un lembo di spiaggia bianca un mare trasparente e cristallino. Da questa località partono i traghetti per le escursioni alle isole Eolie, le “isole del fuoco”: sono sette isole vulcaniche, in parte ancora attive, di incomparabile bellezza, incastonate in un mare blu cupo e al contempo trasparente, che regala ai visitatori una sensazione di incanto.

Soffermarsi a descrivere questi gioielli di sfolgorante bellezza richiederebbe spazi non consentiti ma mi piace ricordare che ognuna di esse ha caratteristiche diverse all’interno di un contesto unico ed irripetibile: Salina è stata scenario naturale del film “il postino” di Massimo Troisi,  Panarea,  la più bella  e la più mondana, con le case tutte bianche e con i suoi isolotti che l’hanno resa famosa, Stromboli, la più amata dai locali, l’isola magica che trasmette al visitatore il magnetismo del suo vulcano, “iddu” per gli isolani, il ragazzo birichino che da tremila anni continua ad affascinare con la colata lavica, la “sciara del fuoco”.

La mia descrizione turistica si ferma qui, perché questi luoghi non vanno solo raccontati ma soprattutto visitati e vissuti.

Concludo con una riflessione: ho sempre incontrato persone ospitali e cordiali, ho condiviso le loro tradizioni ed apprezzato le tante bellezze artistiche e naturali, ho capito che la Sicilia ha tante anime, compreso quella autonomista e so che questo stesso sentimento di divisione dell’unità nazionale è presente anche da noi; credo tuttavia che esistano davvero tanti presupposti importanti che spingono  ad agire in direzione di un forte sentimento unitario e mi auguro che sia questo sentimento a prevalere. Sono tanti i fattori che ci uniscono e dal loro insieme nasce la nostra comune identità.

Vi auguro, come si dice sull’isola,  “una buona giornata”.

Antonino Baldovino

m.lualdi

© riproduzione riservata